Ladro ucciso a Milano, gestori del bar agli arresti domiciliari
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Redazione Interno
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Il 17 ottobre, all'alba, in via Giovanni da Cermenate a Milano, si è consumato un drammatico episodio che ha visto coinvolti Shu Zou, 30 anni, e lo zio Liu Chongbing, 49 anni, gestori di un bar-tabaccheria. I due, di origine cinese, sono accusati di aver ucciso con 36 colpi di forbice Eros Di Ronza, un 37enne pluripregiudicato che aveva tentato di rubare alcuni "Gratta e Vinci" dal loro locale. La vicenda ha suscitato grande clamore, soprattutto per la decisione del giudice per le indagini preliminari (gip) Tiziana Gueli, che ha escluso la legittima difesa, disponendo per i due l'arresto domiciliare.
Secondo quanto ricostruito, Di Ronza, dopo aver scassinato la saracinesca del bar, si era introdotto nel locale con l'intento di sottrarre i biglietti della lotteria istantanea. Tuttavia, il furto è stato interrotto dall'intervento dei due gestori, che, sopraffatti da emozioni negative, hanno reagito con una violenza sproporzionata, accoltellando ripetutamente il ladro. La procura aveva richiesto per entrambi la detenzione nel carcere di San Vittore, sottolineando la brutalità dell'aggressione, ma il gip ha ritenuto che il delitto sia maturato in un contesto particolare, concedendo quindi i domiciliari.
La decisione del gip ha sollevato diverse polemiche, soprattutto in merito alla questione della legittima difesa. La difesa dei due imputati aveva infatti invocato questa circostanza, sostenendo che i gestori del bar avessero agito per proteggere sé stessi e il loro locale. Tuttavia, il giudice ha escluso tale possibilità, evidenziando la sproporzione della reazione rispetto alla minaccia rappresentata dal ladro.
Questo episodio si inserisce in un contesto più ampio di discussione sulla legittima difesa e sulla sicurezza dei commercianti, spesso vittime di furti e rapine.




