Palermo, esecuzione nella Smart al Cep: cinque colpi per uccidere Placido Barile
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Redazione Interno
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Non è servito a nulla l’arrivo dei sanitari del 118, chiamati dal fratello della vittima dopo il ritrovamento di quel Corpo senza vita all’interno di una utilitaria di piccola cilindrata, parcheggiata in una laterale di viale Michelangelo. L’omicidio, che si inserisce in una scia di violenza destinata a tenere banco nelle prossime settimane nelle aule giudiziarie del capoluogo siciliano, ha come teatro il quartiere Cep, un’area già segnata da dinamiche criminali radicate e che ora si trova a fare i conti con l’ennesima scia di sangue.
Il ritrovamento e la dinamica dell’agguato mortale
Il di Placido Barile, 34 anni, è stato rinvenuto all’interno della sua Smart, parcheggiata proprio nei pressi dei locali della quinta circoscrizione, a breve distanza dal murales che ritrae l’ex calciatore Totò Schillaci. È stato il fratello a dare l’allarme; sopraggiunti sul luogo del delitto, i medici del 118 non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell’uomo, reso immediatamente riconoscibile dalla cruenza delle ferite riportate. Stando alle prime ricostruzioni effettuate dagli inquirenti, il trentaquattrenne sarebbe stato raggiunto da almeno cinque colpi di pistola, esplosi a bruciapelo: molti di questi lo hanno centrato al volto e alla testa, cancellandone di fatto i lineamenti e rendendo vano qualsiasi tentativo di rianimazione.
Indagini e sviluppi giudiziari sul caso Barile
Sul posto sono intervenuti i carabinieri del Nucleo radiomobile e del Reparto operativo, che hanno immediatamente transennato l’area per consentire i rilievi della scientifica. L’attenzione degli investigatori, in queste ore, è focalizzata sull’analisi dei filmati registrati dai sistemi di videosorveglianza presenti nella zona; nessuna ipotesi viene al momento esclusa, anche se la modalità dell’esecuzione – nove proiettili esplosi all’interno di un abitacolo angusto – lascia intendere la volontà di eliminare l’uomo senza lasciargli scampo. Non si conosce ancora il movente, ma gli inquirenti stanno scavando nel passato della vittima, incluso quel precedente specifico che risale al 2014 quando Barile finì ai domiciliari per una rapina violenta, aggravata da un episodio di spaccio occorso due anni più tardi proprio mentre scontava quella misura.
La scia di sangue nelle ultime ore a Palermo
L’omicidio di Barile rappresenta il secondo grave episodio criminale registrato nel capoluogo siciliano nel giro di ventiquattro ore, un dato che riaccende inevitabilmente i riflettori sulla fragilità del tessuto urbano in periferie spesso degradate. Nei paraggi del luogo del delitto, la dinamica sembra escludere un movente passionale o un litigio degenerato: l’uso sistematico dell’arma da fuoco, con una pluralità di colpi mirati alla testa, configura infatti la tipica strategia dell’agguato orchestrato da professionisti del settore o, in alternativa, da una persona vicina alla vittima che ha agito con freddezza letale.
Description: Esecuzione a Palermo nel quartiere Cep. Placido Barile, 34 anni, ucciso con cinque colpi di pistola alla testa dentro la sua auto. Indagini dei carabinieri e analisi delle videocamere.




