Napoli, vittoria da brividi a Genova: decide un rigore nel recupero
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Redazione Sport
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Un sabato di anticipo di campionato, quello che ha visto protagonista il Napoli a Marassi, si è trasformato in una prova di nervi e carattere, risolta solo all'ultimo respiro grazie a un calcio di rigore contestato e pieno di polemiche. La partita, giocata sotto una pioggia insistente che ha reso il terreno di gioco scivoloso e imprevedibile, ha avuto un avvio da incubo per gli uomini del tecnico italiano, passati in svantaggio dopo soli tre minuti su un rigore, concesso dopo un intervento in area discutibile e poi trasformato con freddezza da Malinovskyi. Il Genoa, forte del fattore campo e di un pubblico incandescente, ha creduto sino all'ultimo di poter spezzare la striscia positiva degli azzurri, ma ha dovuto arrendersi a una rimonta che ha mostrato, ancora una volta, la diversa statura delle due squadre in momenti decisivi.
La doppia rimonta e l'errore inspiegabile
Dopo il colpo subito, il Napoli ha infatti dimostrato di non aver smarrito la bussola, riorganizzandosi e iniziando a premere con più convinzione. La reazione è arrivata con due giocate di pregevole fattura: prima Hojlund, sfruttando un perfetto cross dalla fascia, ha trovato il pareggio di testa, poi è toccato a McTominay firmare una vera e propria perla, un tiro da fuori area che si è insaccato all'incrocio dei pali, ribaltando il risultato prima dell'intervallo. La gara, tuttavia, è stata segnata da un episodio personale negativo per il difensore azzurro Alessandro Buongiorno, la cui prestazione è stata definita ampiamente insufficiente a causa di due errori gravissimi e inspiegabili, il secondo dei quali ha direttamente condotto al momentaneo pareggio genovese nella ripresa, siglato da Colombo. Errori che, come rilevato, "non hanno precedenti" e hanno inevitabilmente marchiato la sua serata in negativo.
Il finale surreale tra espulsione e rigore contestato
La situazione per il Napoli, già in affanno per il pari subito, è sembrata complicarsi ulteriormente quando Juan Jesus ha visto il rosso diretto, costringendo la squadra campione d'Italia a rimanere in dieci uomini per la parte conclusiva dell'incontro. Con una marcia in meno e il Genoa cresciuto in convinzione, il match è entrato in una fase di grande equilibrio, punteggiato da rabbia e nervosismo, fino all'episodio che ha scatenato le proteste dei liguri nel cuore del recupero. L'arbitro, dopo una lunga consultazione con il VAR, ha infatti concesso un penalty agli azzurri per un contatto in area di rigore, fallo trasformato senza sbagliare e che ha consegnato i tre punti alla squadra visitatrice. Un episodio che Alessandro Costacurta ha commentato con durezza, sostenendo che certi interventi difensivi fatti da attaccanti o centrocampisti offensivi in area "danno all'arbitro la possibilità di sbagliare" e andrebbero quindi evitati in modo categorico.
Le polemiche postume e la corsa senza sosta
La vittoria, seppur sofferta e discussa, permette al Napoli di continuare la sua rincorsa nelle posizioni di vertice, mantenendo il passo con le squadre che la precedono. Al di là dei meriti sportivi e della capacità di reazione dimostrata in inferiorità numerica, la partita lascia però un solco di polemiche legate alla gestione arbitrale, in particolare all'ultimo fatidico episodio. La riflessione, che va oltre il singolo risultato, tocca un nervo scoperto del calcio moderno, dove la soggettività dell'interpretazione, esasperata dalla revisione video, diventa spesso il tema dominante nei dibattiti successivi alla gara, rischiando di offuscare il resto della partita. Il Napoli, da parte sua, porta a casa i punti di una vittoria che sa di fondamentale per il morale e per la classifica, mentre il Genoa si consola con una prestazione di orgoglio, ma con le mani vuote e la rabbia per una decisione giudicata ingiusta.
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