Lazio-Genoa 3-2, un recupero da brividi e tre punti preziosi
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Redazione Sport
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In un Olimpico spettrale, reso silenzioso dalla contestazione della propria tifoseria, la Lazio ha saputo trovare, non senza tremare, la via del successo dopo tre partite senza vittorie in campionato. L’anticipo del venerdì sera, che apriva la ventitreesima giornata di Serie A, si è risolto infatti in una sorta di dramma in tre atti, i cui colpi di scena, concentrati tutti nel secondo tempo e nel lunghissimo recupero, hanno premiato i biancocelesti e beffato un Genoa di carattere. La prima frazione di gioco, del resto, era trascorsa senza eccessivi patemi, anche per via delle assenze forzate in casa laziale – con Zaccagni fuori all’ultimo e Romagnoli ormai lontano dai piani tecnici – e del debutto dall’inizio per il nuovo acquisto Daniel Maldini, inserito da Sarri nella tridente offensivo.
La doppia corsa e il repentino pareggio
È dopo l’intervallo che il match si sveglia, assumendo ritmi e tensioni ben diversi. A rompere l’equilibrio, al cinquantesimosesto minuto, è un fallo di mano di Martin nella propria area: dall’undici metri, esperienza e freddezza non mancano a Pedro, che porta in vantaggio i padroni di casa. Pochi minuti dopo, la formazione di Sarri sembra poter chiudere i conti quando Taylor, sfruttando una ripartenza, trova il raddoppio e fa sembrare solida la propria posizione. Il Genoa, tuttavia, non demorde e trova immediatamente un primo segnale di riscatto con Malinovskyi, il quale, a sua volta, batte il portiere su calcio di rigore – concesso per un’altra discussa mano in area – riaprendo di colpo la partita. La rimonta, poi, si completa nel giro di otto minuti: è Vitinha, trovando la porta con un preciso tiro da fuori area, a firmare il momentaneo pari, ribaltando completamente lo stato d’animo di una squadra che, da quasi due a zero, si era vista scivolare sul due a due.
L'epilogo al centesimo minuto
I minuti finali, con le energie in calo e i nervi tesi, vedono entrambe le compagini cercare il colpo a sorpresa, in un finale di gara davvero concitato. Quando tutto sembrava ormai avviarsi verso la divisione del bottino, nell’ultima azione utile a disposizione, un cross dal fondo finisce sulla testa di Ratkov: il pallone, deviato, va a impattare il braccio di Ostigard, scatenando le proteste dei laziali. L’arbitro Zufferli, inizialmente non interpellato, viene richiamato alla revisione del Var e, dopo aver visionato le immagini, decide di assegnare quello che è il terzo rigore della serata. A salire sul dischetto, con un coraggio non da poco, è il capitano Cataldi, il quale, al centesimo minuto di gioco, non sbaglia e riporta in vantaggio la sua squadra, regalando ai biancocelesti tre punti che valgono, oltre che l’ottava posizione in classifica con trentadue punti, una boccata d’ossigeno fondamentale.
Il bilancio e le conseguenze immediate
Per il Genoa, sconfitto dopo una serie positiva di cinque risultati utili consecutivi, la sosta in classifica è invece alla tredicesima piazza, in quel gruppo di squadre ferme a ventitré punti. La partita, al di là del risultato, ha conseguenze dirette anche sul piano tecnico per la Lazio, la quale, pur festeggiando, deve fare i conti con la perdita di due titolari per la prossima sfida contro la Juventus: sia Pedro che Taylor, autori dei gol nella prima parte della ripresa, hanno infatti visto il giallo e dovranno scontare una giornata di squalifica. Un prezzo che Sarri, considerando l’importanza di aver interrotto una striscia negativa, sembra aver accettato, anche se la gestione del gruppo in vista del prossimo impegno dovrà fare i conti con questi nuovi, non semplici, tasselli.
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