Domenica da brividi salvezza: Cremonese-Torino e Pisa-Genoa dettano la legge della sopravvivenza

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La trentatreesima giornata di Serie A, quella che spesso rappresenta l’ultima vera curva prima del rettilineo finale, propone due spettri molto diversi ma ugualmente impellenti. Se da un lato il lunch match allo Stadio “Giovanni Zini” tra Cremonese e Torino sa di dramma puro per i padroni di casa – reduci da una batosta pesante subita in trasferta contro il Cagliari all’Unipol Domus –, dall’altra la sfida della Cetilar Arena tra Pisa e Genoa ha il sapore amaro dell’ultima spiaggia per i toscani, ormai con l’acqua alla gola. Due partite, entrambe in programma per domenica 19 aprile, che dipingeranno un quadro sempre più nitido della lotta per non retrocedere. La formazione grigiorossa, che naviga in acque pericolose insieme al Lecce al terzultimo posto, ha collezionato un solo successo nelle ultime diciotto giornate e si trova ora a sei lunghezze di distanza proprio dai sardi, i quali occupano quella casella che garantirebbe la salvezza diretta.

L’effetto D’Aversa e il tabù delle tre vittorie consecutive

Di fronte, dall’altra parte della barricata, ci sarà però un Torino che non ha più nulla a che spartire con la squadra spaventata e confusa dell’inizio dell’anno. L’arrivo di Roberto D’Aversa sulla panchina granata ha sortito un effetto immediato quasi mai visto prima: dodici punti raccolti nelle prime sei partite, un bottino che nessun tecnico del Toro era riuscito a centrare nell’arco degli ultimi trent’anni nel massimo campionato. Una cura, quella del “traghettatore”, che ha ridato smalto e personalità a un gruppo che ora, forte di una salvezza ormai praticamente in cassaforte (39 punti in classifica contro i 27 della Cremonese), può giocare senza l’assillo della pressione immediata. C’è però un obiettivo storico che aleggia nell’aria di Cremona: il tris di successi consecutivi. Dopo aver superato agevolmente Pisa e Verona, al Torino manca l’appuntamento con la terza vittoria di fila, un traguardo che manca dai tempi di Walter Mazzarri nel lontano marzo 2019, quando i granata ebbero la meglio su Atalanta, Chievo e Frosinone. D’Aversa, che cerca il colpo per scrivere un’altra pagina importante, ha spronato i suoi con una certa carica agonistica, definendo il suo Toro un “Toro da corsa” e ammettendo che anche un pareggio, in questo stato di forma, quasi dispiacerebbe.

Probabili scelte e assenze pesanti tra grigiorossi e granata

Per quanto riguarda la disposizione in campo, Marco Giampaolo – che proprio a Torino visse una delle sue esperienze più difficili collezionando solo 4 punti nelle prime 6 partite nel 2020 – dovrà fare a meno di alcuni elementi chiave. In casa Cremonese, l’attacco dovrebbe essere affidato ancora una volta alla coppia formata da Bonazzoli e Okereke, con Vardy probabilmente non al meglio o destinato a partire dalla panchina. A centrocampo, il ballottaggio principale è tra Payero e Grassi per affiancare Bondo, mentre sulla fascia destra Barbieri e Floriani si giocano una maglia. Il Torino, costretto a modificare per forza il proprio undici difensivo causa la squalifica di Ismajli, inserirà Maripan al fianco di Coco ed Ebosse. D’Aversa sembra intenzionato a confermare buona parte degli interpreti che hanno battuto il Verona: davanti a Paleari, spazio a Pedersen e Obrador sulle corsie, con la coppia di attacco composta da Adams e Simeone supportata dal trequartista Vlasic.

L’ultima occasione del Pisa e il Grifone di De Rossi

Spostandosi in Toscana, il clima è decisamente più cupo. Il Pisa, ancorato al fondo della classifica a quota 18 punti, ha bisogno di un’impresa che sa quasi di miracolo matematico. La squadra allenata da Hijlemark ha conquistato appena due vittorie in trentadue giornate e si trova costretta a inseguire un treno che sembra già partito, quello della salvezza, distante ormai nove lunghezze dalla coppia Lecce-Cremonese. Di fronte avranno un Genoa che, al contrario, ha ritrovato linfa vitale con l’avvento di De Rossi in panchina. Il Grifone, forte di un margine di nove punti sulla zona calda, può affrontare la trasferta con una certa serenità, anche se le squalifiche di Malinovskyi e Frendrup (oltre a Ellertsson) potrebbero complicare i piani. Davanti, l’ex di turno Vitinha – che ha già fatto male al Pisa in passato – sarà supportato da Colombo e Messias. Il Pisa, dal canto suo, dovrà affidarsi alle giocate di Moreo e Durosinmi per cercare di violare la porta di Bijlow, in quella che probabilmente rappresenta l’ultima, vera chance per tenere accese, almeno per un’altra settimana, le flebili speranze di rimonta. Il calcio d’inizio di Pisa-Genoa è fissato per le ore 18.00, mentre il lunch match cremonese comincerà alle 12.30.

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