Maltempo in Sardegna, nave cargo sfiora la tragedia sugli scogli di Carloforte
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Redazione Interno
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Momenti di altissima tensione hanno caratterizzato la notte di mercoledì al largo delle coste sud-occidentali della Sardegna, dove il maltempo ha trasformato una navigazione di routine in un’emergenza a poche decine di metri dalla terraferma. La Blue Ocean A, un cargo di 116 metri battente bandiera di Saint Kitts and Nevis, si è trovata in grave difficoltà di manovra, rischiando di essere sospinta dal vento forte contro le insidiose rocce di Punta Spalmatore, vicino a Carloforte. L’imbarcazione, del tipo adibito al trasporto di animali vivi ma, per fortuna, in viaggio senza carico in questa occasione, stava compiendo la traversata dal Great Bitter Lake, in Egitto, verso il porto spagnolo di Cartagena. A bordo, le 33 persone dell’equipaggio hanno vissuto ore di apprensione, mentre la situazione, complicata dalle avverse condizioni meteorologiche, evolveva rapidamente verso un potenziale disastro ambientale e umano.
L'intervento della Capitaneria di porto
Solo la prontezza e la coordinazione dei mezzi della Capitaneria di porto, allertati nella notte, sono riuscite a scongiurare il peggio, intervenendo con tempismo per guidare le manovre dell’unità in panne. L’operazione, delicatissima data la prossimità agli scogli e la forza degli elementi, ha richiesto una perfetta sinergia tra i soccorritori e l’equipaggio della nave, il quale ha seguito alla lettera le indicazioni per stabilizzare la situazione. Si trattava, com’è ovvio, di evitare che la chiglia venisse lacerata dalle rocce, un evento che avrebbe potuto innescare una fuoriuscita di idrocarburi o, nella peggiore delle ipotesi, portare all’affondamento del mezzo. Le manovre di emergenza hanno consentito di mantenere una distanza di sicurezza dalla costa, guadagnando il tempo necessario per organizzare un intervento più strutturato nelle prime ore di luce.
Le operazioni di messa in sicurezza
Con l’alba, infatti, sono iniziate le complesse operazioni di messa in sicurezza definitive, che hanno visto l’impiego di rimorchiatori specializzati inviati nella zona. Queste unità, più agili e potenti, hanno affiancato la Blue Ocean A, ormai stabilizzata ma ancora in una posizione critica, prendendola in consegna per allontanarla progressivamente dal litorale. L’operazione di traino, condotta con cautela per non sollecitare eccessivamente le strutture della nave, si è protratta per diverse ore sotto il controllo costante delle autorità marittime, le quali hanno vigilato affinché ogni passaggio si svolgesse nel massimo rispetto della sicurezza della navigazione e della protezione dell’ambiente marino costiero. Una volta messa in acque più sicure e profonde, la nave cargo è stata scortata lontano dalla costa, ponendo fine a un’emergenza che ha tenuto con il fiato sospeso gli abitanti dell’isola di San Pietro.
Il contesto e le criticità del trasporto marittimo
L’episodio, per quanto a lieto fine, riaccende i riflettori sui rischi connessi alla navigazione commerciale in prossimità di coste frastagliate e particolarmente esposte, specialmente durante eventi meteomarini avversi. Il caso della Blue Ocean A, peraltro, non è un fatto isolato nel panorama degli incidenti marittimi, che vedono spesso coinvolte navi battenti bandiere cosiddette “convenienti”, le quali sollevano talvolta interrogativi sugli standard di manutenzione e sugli equipaggi a bordo. La specializzazione dell’imbarcazione nel trasporto di animali vivi aggiunge, in scenari potenziali di naufragio, un ulteriore tassello di complessità e di potenziale criticità, legato alla salvaguardia degli esseri viventi a bordo oltre che all’inquinamento. Incidenti come questo, sebbene risolti senza conseguenze gravi, sottolineano l’importanza cruciale di un sistema di soccorso marittimo efficiente e sempre pronto a intervenire, in grado di trasformare una probabile tragedia del mare in un’operazione di salvataggio riuscita.




