Ucraina, tre anni di guerra e disinformazione: 302 fake news su 500 siti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Sono passati tre anni dall’inizio dell’invasione russa in Ucraina, un conflitto che, oltre a lasciare una scia di distruzione e dolore, ha alimentato una massiccia diffusione di disinformazione. Secondo i dati raccolti da NewsGuard, piattaforma specializzata nel monitoraggio della disinformazione, sono state identificate 302 fake news diffuse da oltre 500 siti. Un fenomeno che, con l’avanzare della tecnologia, ha visto crescere in modo significativo la quota di contenuti falsi generati dall’intelligenza artificiale, rendendo sempre più complesso distinguere tra realtà e finzione.

NewsGuard, attraverso il suo database Misinformation Fingerprints, ha catalogato e smascherato le narrazioni virali più insidiose, molte delle quali hanno cercato di alterare la percezione del conflitto. Tra le false notizie più ricorrenti, quelle che minimizzano le responsabilità della Russia o che attribuiscono all’Ucraina azioni provocatorie inesistenti. Un quadro che, se da un lato evidenzia la sofisticazione degli strumenti di propaganda, dall’altro sottolinea l’importanza di un’informazione rigorosa e verificata.

Intanto, il conflitto continua a interrogare le coscienze. Visvaldas Kulbokas, arcivescovo e rappresentante della Santa Sede in Ucraina, ha definito la guerra “una prova per l’umanità”, sottolineando come la preghiera e la solidarietà siano diventate un rifugio per chi vive sotto le bombe. “Condividere le storie dall’Ucraina è un modo di pregare”, ha dichiarato, affidando alla spiritualità collettiva il peso di un dramma che sembra non avere fine.

Anche in Italia, il terzo anniversario dell’invasione è stato commemorato con gesti simbolici. A Bari, il sindaco Vito Leccese ha deposto un mazzo di fiori blu e gialli ai piedi della statua di San Nicola, patrono della città, definendo la ricorrenza “dolorosa e vergognosa per l’intera umanità”. Un atto che, seppur piccolo, ha voluto ricordare i colori della bandiera ucraina e il prezzo pagato da un popolo in lotta per la propria sopravvivenza.

Ma perché l’Ucraina è ancora in guerra? La risposta risale al 24 febbraio 2022, quando le truppe russe, dopo mesi di accumulo di uomini e mezzi al confine, hanno invaso il paese da nord, est e sud. Tre giorni prima, il presidente russo Vladimir Putin aveva riconosciuto l’indipendenza delle repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk, inviando truppe nel Donbass, una regione già teatro di un conflitto a bassa intensità dal 2014. Una guerra che, prima dell’invasione su larga scala, aveva già causato circa 14 mila vittime.

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