Medico e sindaco arrestato per violenze sessuali su quattro pazienti: il caso di Giovanni Sgroi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un chirurgo gastroenterologo di 70 anni, Giovanni Sgroi, sindaco di Rivolta d’Adda con la lista civica "Rivolta dinamica", è stato arrestato dai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano e posto agli arresti domiciliari su ordine del gip Sara Cipolla. Le accuse, che riguardano violenza sessuale aggravata ai danni di quattro pazienti, sono emerse dopo la denuncia di una donna, cui ne sono seguite altre tre, e sono state confermate da intercettazioni. Gli abusi sarebbero avvenuti durante visite mediche ed ecografie in una struttura sanitaria privata a Pozzuolo Martesana, in provincia di Milano, dove Sgroi esercitava la professione.

Le indagini, coordinate dalla procuratrice aggiunta Letizia Mannella e dal pm Alessia Menegazzo, hanno preso il via dopo che una delle vittime ha raccontato di aver subito molestie durante una visita specialistica. Le successive verifiche, condotte attraverso perizie e attività investigative, avrebbero portato alla luce un modus operandi sistematico, con dinamiche simili ripetute su altre tre donne. Le accuse, che Sgroi respinge, sono state considerate sufficientemente gravi da giustificare l’applicazione di una misura cautelare, sebbene l’uomo – che non ha precedenti penali – continui a professarsi innocente.

Nato a Mongiuffi Melia, in provincia di Messina, Sgroi è una figura nota nel Cremonese, dove ricopre la carica di primo cittadino dal 2019. La sua attività politica, così come quella professionale, è ora al centro di un’inchiesta che potrebbe avere sviluppi significativi, considerando la delicatezza delle accuse. Il caso, che ha già suscitato reazioni nell’opinione pubblica, è destinato a riaprire il dibattito sui meccanismi di controllo all’interno delle strutture sanitarie private, spesso considerate meno soggette a verifiche rispetto a quelle pubbliche.

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