Tragedia al liceo classico Vittorio Emanuele di Palermo: malore fatale per la professoressa Giovanna Somma davanti ai suoi studenti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’improvviso silenzio che si è spezzato solo dal rumore di un che si accascia a terra, ha trasformato questa mattina un’aula del liceo classico Vittorio Emanuele di Palermo in un teatro di un dolore inaspettato e ineluttabile. Giovanna Somma, docente di italiano e latino di 59 anni, non ha concluso l’interrogazione che stava svolgendo: un malore improvviso – probabilmente un arresto cardiaco, stando alle prime sommarie ricostruzioni – l’ha colta mentre era in servizio, di fronte ai suoi alunni, lasciando chi era lì in uno stato di sgomento profondo e paralizzante. Era mercoledì 15 aprile, poco dopo le dodici, quando la vita dell’insegnante si è interrotta senza alcun preavviso, nel luogo che per decenni le era stato familiare quanto la sua stessa casa.

La dinamica dell’accaduto e i primi disperati tentativi di soccorso

Secondo le testimonianze raccolte all’interno dell’istituto di via Simone di Bologna, a due passi dalla Cattedrale, la professoressa stava interrogando un ragazzo quando il malore l’ha colta all’improvviso: nessun segnale premonitore, nessuna richiesta di aiuto, solo il gesto brusco di portare una mano al petto e poi il vuoto. Sono stati proprio gli studenti – gli stessi che pochi istanti prima ascoltavano la sua voce ferma mentre spiegava un passo latino – a lanciare l’allarme, un grido che ha rotto la normale routine scolastica. Colleghi e personale della scuola, accorsi in classe, hanno tentato di strapparla alla morte praticandole un massaggio cardiaco, una lotta contro il tempo durata fino all’arrivo dei sanitari. Purtroppo, come hanno poi confermato le fonti, ogni manovra si è rivelata vana: per Giovanna Somma non c’è stato più nulla da fare.

Il dolore della comunità scolastica e il ritratto di una docente impegnata anche nel sociale

“Siamo tutti sotto choc”, ha dichiarato la dirigente scolastica del liceo classico Vittorio Emanuele II, visibilmente scossa da quanto accaduto tra quelle mura che dovrebbero essere custodi di sapere e non di simili tragedie. La preside, nel tentativo di restituire un’immagine della donna scomparsa, l’ha descritta come una persona attiva anche oltre i banchi di scuola: impegnata nel sociale, con una dedizione che non si limitava alla cattedra. La Somma – che insegnava materie cardine come italiano e latino, pilastri della formazione classica – lascia così un vuoto che va ben oltre l’orario curricolare, perché a mancare non è solo un’insegnante preparata, ma una presenza costante e rassicurante per generazioni di studenti. Nessun dettaglio è stato fornito su eventuali patologie pregresse della docente, né sugli sviluppi di un eventuale esame autoptico: gli inquirenti, per il momento, si sono limitati a constatare la causa naturale del decesso.

L’urgenza di un ricordo che non si disperda nella cronaca

Mentre i ragazzi del Vittorio Emanuele torneranno tra pochi giorni sui loro banchi – forse con un peso diverso sulle spalle – resta la difficoltà di elaborare una perdita così improvvisa e visibile. La tragedia avvenuta in classe, quella stessa classe dove si impara la caducità degli eroi virgiliani e l’amara consapevolezza di Leopardi, ha trasformato un’astrazione letteraria in una ferita concreta. Gli alunni che hanno assistito alla scena, quei giovani che hanno dato l’allarme mentre il della loro insegnante si spegneva davanti a loro, porteranno con sé un’immagine che nessun programma scolastico potrà mai spiegare. Per ora, l’unica certezza è che Giovanna Somma, 59 anni, ha smesso di vivere mentre faceva ciò che aveva scelto: insegnare. E lo ha fatto fino all’ultimo, inesorabile secondo.

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