Conte e il futuro lontano dalla panchina: «Vorrei un club che ha perso di vista la propria storia»

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Antonio Conte non ha ancora scelto la sua prossima panchina, ma ha le idee piuttosto chiare sul tipo di club che vorrebbe allenare. In una lunga intervista concessa a The Athletic, l'allenatore salentino ha spiegato di essere attratto da quelle realtà che hanno smarrito la propria dimensione vincente e che avrebbero bisogno di ritrovarla. «Ci sono molti club che hanno in qualche modo perso di vista la propria storia. Mi piacerebbe andare in uno di questi club, rispolverare quella storia e farla brillare di nuovo», ha dichiarato Conte, precisando che si tratterebbe di piazze dove la pressione è una componente quotidiana e dove non si va semplicemente per partecipare, ma per competere.

La potenza economica della Premier League

Nel corso della conversazione londinese, Conte ha affrontato anche il tema del divario finanziario tra i campionati, utilizzando un'immagine piuttosto efficace per descrivere la situazione attuale. «Oggi in Inghilterra usano i bazooka, mentre ovunque altro stanno ancora usando una pistola», ha affermato, sottolineando come la disponibilità economica della Premier League sia ormai su un altro livello rispetto al resto d'Europa.

L'allenatore non si è limitato a fotografare la disparità di mezzi, ma ha aggiunto una considerazione sulla necessità di gestire queste risorse con criterio: «Dobbiamo anche stare attenti a come vengono spesi i soldi. Puoi avere i soldi, ma devi spenderli bene».

Il biennio napoletano e il bisogno di ricaricare le energie

Ripercorrendo la sua recente esperienza sulla panchina del Napoli, Conte non ha nascosto quanto sia stato impegnativo il percorso che ha portato allo scudetto e alla qualificazione in Champions League. «Quella di Napoli è stata un'esperienza meravigliosa. Richiedeva molta energia e non era facile. Dover affrontare Inter, Juve e Milan non è una passeggiata per club come Napoli, Roma o Lazio», ha raccontato, spiegando di aver consumato molte energie in quelle due stagioni.

Attualmente si trova in una fase di osservazione e studio, lontano dai ritmi serrati della panchina, ma con la mente sempre vigile sugli sviluppi del gioco: «Nei periodi tranquilli, quando non lavoro, la cosa bella è che puoi sederti e guardare le partite, studiare nuovi approcci ed essere ancora più calmo e lucido».

La disponibilità a un ritorno in corsa

Conte ha anche lasciato aperta la possibilità di rientrare in gioco a stagione già iniziata, qualora dovesse presentarsi l'occasione giusta. «Prenderei un lavoro in corsa se ne valesse la pena», ha spiegato, confermando che la valutazione principale resta legata alla solidità e all'ambizione del progetto tecnico.

Nel corso dell'intervista ha inoltre toccato il tema della gestione delle risorse e della costruzione di una squadra vincente, citando esempi come il PSG degli anni passati per ribadire che la semplice sommatoria di talenti non garantisce automaticamente i trofei: «Non puoi semplicemente pensare di mettere i migliori giocatori in una squadra e aspettarti di vincere. Non funziona così».

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