Romania, i socialdemocratici vincono le elezioni, ma l'estrema destra avanza
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Redazione Esteri
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In Romania, le elezioni parlamentari tenutesi domenica 1 dicembre hanno visto il Partito Socialdemocratico (PSD), principale forza di centro-sinistra, avvicinarsi alla vittoria con il 22% dei voti. Tuttavia, l'ascesa dell'estrema destra, rappresentata dall'Alleanza per l'Unione dei Romeni (AUR), che ha ottenuto il 18%, ha destato preoccupazione. Il Partito Nazionale Liberale (PNL), alleato della coalizione di governo uscente, si è piazzato al terzo posto con il 13%.
L'affluenza alle urne, ferma al 52%, è risultata bassa rispetto agli standard del Paese, ma comunque superiore di venti punti rispetto alle elezioni di quattro anni fa, segnando uno dei tassi più alti dalla caduta del comunismo. A Bucarest, ci si prepara al "cordone repubblicano" per contrastare l'avanzata delle destre filo-Putin, che unite sotto la sigla AUR hanno raggiunto il 32% dei voti, triplicando il risultato del 2020.
Il successo dell'AUR, che si oppone agli aiuti a Kiev in nome della "pace" e difende i valori cristiani, rappresenta una sfida significativa per il PSD, che pur avendo ottenuto la maggioranza relativa, deve ora confrontarsi con una destra in forte ascesa. La situazione politica in Romania, dunque, appare complessa e in continua evoluzione, con il PSD che dovrà trovare nuove strategie per mantenere il controllo del governo e contrastare l'influenza crescente dell'estrema destra.




