Da Reggiolo alla Francia, senza di lui: cane lasciato alla catena sul pianerottolo
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Redazione Interno
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Quando una coppia decide di trasferirsi all’estero, nella stragrande maggioranza dei casi il problema logistico più spinoso riguarda gli scatoloni, le pratiche burocratiche o la ricerca di una nuova casa. Ma a Reggiolo, piccolo centro della Bassa Reggiana, un uomo di 32 anni e una donna di 28 – oggi residenti in Francia – hanno trasformato quel normale passaggio in un episodio di crudeltà silenziosa, dimenticando sul pianerottolo dell’appartamento appena lasciato il proprio cane, un segugio meticcio a pelo corto, legato a una catena. La loro partenza, avvenuta senza alcuna intenzione di fare ritorno, ha condannato l’animale a settimane di isolamento forzato, sospeso tra la porta chiusa dei proprietari e un futuro che nessuno, almeno inizialmente, aveva previsto.
Un vicino di casa, ciotole d’acqua e l’attesa dei carabinieri
È stato un altro residente della palazzina, ascoltando probabilmente quei piccoli rumori insistenti provenire dal pianerottolo, a fare il primo passo verso il lieto fine. Quest’uomo – che secondo le prime informazioni potrebbe oggi diventare il nuovo punto di riferimento affettivo per l’animale – ha cominciato a fornirgli cibo e acqua, offrendogli quelle coccole che nessun altro, tra quelle mura, sembrava più in grado di garantire. Nel frattempo, la curatrice dell’immobile, giunta sul posto per questioni gestionali legate allo stabile ormai disabitato, ha scoperto la scena e ha immediatamente allertato i carabinieri della caserma del paese. Era lo scorso dicembre quando i militari, accorsi sul posto, hanno trovato il cane ancora incatenato fuori dalla porta, in condizioni giudicate discrete per quanto riguarda lo stato di salute generale, ma chiaramente vittima di un abbandono programmato.
Le accuse: maltrattamento e abbandono di animali
La procura ha quindi notificato le accuse a carico della coppia, entrambi attualmente irreperibili in Francia: si parla di maltrattamento e abbandono di animali. Il cane, di taglia medio grande, non era semplicemente “stato dimenticato” in giardino o chiuso in una stanza: era stato legato a una catena posizionata sul pianerottolo condominiale, un luogo di transito dove chiunque avrebbe potuto vederlo – o ignorarlo. L’indagine dei carabinieri ha ricostruito la sequenza: valigie pronte, scatoloni caricati, portone chiuso a chiave e poi il viaggio senza ritorno verso la Francia, come se quella catena fosse diventata, per loro, un semplice accessorio d’arredo da lasciarsi alle spalle.
Un riscatto nato dalla segnalazione di una curatrice
La svolta, paradossalmente, non è arrivata da un controllo delle forze dell’ordine né da una denuncia formale degli altri residenti, ma da una visita tecnica della curatrice dell’immobile. Fu proprio lei, trovandosi davanti a quel cane legato e immobile, a mettere in moto la macchina giudiziaria. Da quel momento, l’animale è stato affidato alle cure necessarie e si prospetta ora un’adozione da parte del vicino che lo ha accudito nei giorni più bui. La coppia, denunciata in contumacia, risponde di abbandono di animali – reato che il codice penale punisce con l’arresto fino a un anno o con l’ammenda – e di maltrattamento, aggravato dalla prolungata esposizione del cane a una condizione di sofferenza fisica e psichica, legato com’era senza possibilità di spostarsi se non nel raggio di pochi metri.
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