Manifestazione a Milano: solidarietà all’Ucraina e critiche a Trump
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Redazione Interno
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Decine di persone si sono radunate spontaneamente oggi davanti al Consolato degli Stati Uniti a Milano, in via Principe Amedeo, per esprimere sostegno al popolo ucraino e contestare l’incontro avvenuto ieri alla Casa Bianca tra il presidente americano Donald Trump e il leader ucraino Volodymyr Zelensky. I manifestanti, tra cui molti ucraini residenti a Milano, hanno definito quell’appuntamento un “assurdo show”, criticando duramente il tono e le modalità con cui Trump si è rivolto a Zelensky, percepiti come un’umiliazione non solo personale ma collettiva.
Tra le voci più attive spicca quella di Tetyana Bezruchenko, che ha sottolineato come “i confini dell’Ucraina siano i confini dell’Europa”, ribadendo che i diritti per cui il Paese combatte sono gli stessi su cui si fonda l’Europa post-bellica. “Più territori Putin riesce a conquistare, imponendo le sue leggi, più persone perdono i loro diritti”, ha aggiunto, evidenziando il timore che l’incontro tra Trump e Zelensky possa indebolire la posizione ucraina nel conflitto con la Russia.
La protesta milanese non è rimasta isolata. Domani, infatti, sono previste altre manifestazioni in diverse città italiane, tra cui Roma e Modena, dove il sindaco Massimo Mezzetti ha annunciato la sua partecipazione al presidio organizzato dalla comunità ucraina in piazza Matteotti. Anche il Partito Democratico ha confermato la sua adesione alle iniziative promosse da Azione, con la presenza di esponenti come Cristina Tajani e Simona Malpezzi a Milano, e Alberto Losacco, Francesca La Marca, Pier Ferdinando Casini, Filippo Sensi e Andrea Casu a Roma.
Le reazioni all’incontro tra Trump e Zelensky hanno dunque travalicato i confini nazionali, trasformandosi in un tema di dibattito pubblico anche in Italia, dove la questione ucraina è sentita non solo per le sue implicazioni geopolitiche ma anche per la presenza di una significativa diaspora. Le proteste, pur pacifiche, riflettono un malcontento diffuso verso quelle che vengono percepite come manovre politiche che rischiano di minare la stabilità dell’Europa orientale, già provata da anni di tensioni e conflitti.
A Modena, come in altre città, le manifestazioni di domani saranno un’occasione per ribadire che la crisi ucraina non è un problema lontano, ma riguarda da vicino i valori e i diritti su cui si fonda l’Europa stessa. Il sindaco Mezzetti, nel confermare la sua partecipazione, ha ricordato che “quanto accaduto nell’incontro tra Trump e Zelensky è stato oggetto di attacchi politici e umiliazioni personali”, sottolineando l’importanza di non rimanere indifferenti di fronte a dinamiche che rischiano di avere ripercussioni globali.




