Kiplimo si riprende il record del mondo della mezza maratona a Lisbona in 57'20"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La rivincita di Jacob Kiplimo, se così vogliamo chiamarla, porta la data di domenica 8 marzo e il colore dell’asfalto di Lisbona, la stessa città che nel 2021 lo aveva consacrato per la prima volta. Il fondista ugandese, infatti, ha letteralmente dominato la mezza maratona della capitale portoghese fermando il cronometro sul tempo di 57 minuti e 20 secondi, dieci secondi in meno rispetto al primato precedente che apparteneva all’etiope Yomif Kejelcha, stabilito a Valencia nell’ottobre del 2024. Una prestazione mostruosa, la sua, che gli restituisce lo scettro di uomo più veloce sulla distanza dei 21,097 chilometri dopo le traversie burocratiche legate alla mancata omologazione di quel 56'42" corso a Barcellona nel febbraio del 2025.

La sua ultima fatica atletica, va detto, arriva a poche settimane di distanza dalla decisione di World Athletics di non ratificare quel tempo clamoroso in terra catalana: i giudici, in quell’occasione, rilevarono delle irregolarità nella condotta di gara, con l’auto che faceva da apripista e che montava il cronometro finita troppo vicina all’atleta per lunghi tratti, fornendogli di fatto un vantaggio considerevole. Da qui la ripartenza, la voglia di dimostrare che il valore non era un miraggio e la scelta di tornare su un tracciato amico, quello portoghese, dove nel frattempo aveva già lasciato il segno quattro anni fa con un altro record (57'31") poi migliorato da Kejelcha.

La corsa di Lisbona, va sottolineato, è stata una prova di forza e di intelligenza tattica. Senza l’ausilio di lepri ufficiali a dettare il passo, il classe 2000 ha gestito le fasi iniziali con un passo comunque infernale: i primi cinque chilometri li ha chiusi in 13 minuti e 28 secondi, con i keniani Nicholas Kipkorir Kimeli e Gilbert Kipkosgei Kiprotich incollati alle sue scarpe. Al passaggio dei dieci chilometri, coperti in 27 minuti netti, il duo africano era ancora lì, ma poco dopo Kiprotich ha iniziato a pagare lo sforzo. L’allungo decisivo di Kiplimo è arrivato attorno al quindicesimo chilometro: ha rotto gli indugi e ha chiuso la parte finale in 13 minuti e 31 secondi, accumulando un margine che al traguardo è risultato abissale.

Il dominio indiscutibile e il divario sugli avversari

Lo strapotere del tre volte campione del mondo di corsa campestre – Titolo, quest’ultimo, riconquistato a gennaio a Tallahassee – lo si evince anche dai distacchi inflitti agli inseguitori. Il secondo classificato, il keniano Nicholas Kipkorir Kimeli, ha chiuso con un eccellente 58 minuti e 8 secondi, un tempo che in qualsiasi altra gara gli avrebbe valso probabilmente la vittoria, e che invece qui vale un secondo posto a 48 secondi di distanza. Gilbert Kipkosgei Kiprotich, terzo, ha completato il podio con un crono di 58 minuti e 59 secondi, a quasi un minuto e quaranta secondi dal vincitore, a testimonianza di come la gara di Kiplimo abbia viaggiato su parametri extrasensoriali.

Per l’ugandese, che vanta anche un bronzo olimpico nei 10.000 metri a Tokyo, si tratta della conferma di un momento di forma straordinario, considerando anche i recenti successi nella maratona di Chicago e il secondo posto a quella di Londra. Un ruolino di marcia che lo pone, ormai stabilmente, nell’olimpo dei fondisti di tutti i tempi, con la capacità di dominare sia nel cross che su strada.

La prova femminile e il sigillo di Gebreselama

Nella gara al femminile, a tenere alta la bandiera dell’Est Africa ci ha pensato l’etiope Tsigie Gebreselama, che ha bissato il successo dell’anno precedente. Il suo tempo di 1 ora, 4 minuti e 48 secondi, sebbene lontano dal record mondiale di Letesenbet Gidey, è stato sufficiente per precedere le keniane Janeth Chepngetich e Regina Wambui, giunte rispettivamente seconda e terza. Una vittoria, la sua, costruita con una fuga precoce e gestita con autorità, che conferma il suo feeling con il percorso lisboeta.

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