Hakan Calhanoglu, da potenziale addio a faro dell'Inter
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Redazione Sport
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Il turco, protagonista di un'estate turbolenta – per usare un eufemismo – segnata da frizioni interne e da un corteggiamento concreto da parte del Galatasaray, si è riscoperto non solo un regista di sostanza ma anche un cannoniere di prim'ordine. La sua doppietta contro la Fiorentina, che ha firmato il punteggio finale di 3-0 in una serata di pura esultanza per San Siro, lo ha portato a un traguardo significativo: ha già eguagliato, infatti, il bottimo di reti dell'intero campionato precedente. Un rendimento che, da solo, racconta una metamorfosi impressionante, considerando le nubi che ne avevano offuscato la permanenza in nerazzurro, con il mercato turco che è rimasto aperto ben oltre la scadenza europea, alimentando speculazioni fino all'ultimo giorno utile.
Il punto di vista degli esperti
Stefano Sorrentino, ex portiere intervenuto ai microfoni della Rai, non ha usato mezzi termini per elogiare le doti del calciatore, sottolineando come la sua precisione dal dischetto sia diventata un'arma letale e quasi inguardabile per i portieri avversari. "Calhanoglu calcia troppo forte i rigori, li tira benissimo", ha affermato Sorrentino, aggiungendo che "non cambia mai, i portieri lo sanno ma è troppo preciso, è uno specialista". Osservazioni che vanno ben oltre il semplice dato tecnico, dipingendo il profilo di un giocatore la cui efficacia, sebbene si esplichi in modo quasi metodico, risulta di una potenza tale da risultare inarrestabile. Le sue conclusioni non si sono fermate all'individuo, ma hanno abbracciato la squadra nel suo complesso, notando come il suo ritorno ai massimi livelli abbia coinciso con una crescita esponenziale delle prestazioni collettive.
Un impatto che trascende il campo
La sua rinascita, del resto, non influisce soltanto sulle sorti in campionato della sua squadra, ma si riverbera anche in ambiti paralleli come quello del fantacalcio, dove i suoi bonus rappresentano un elemento di soddisfazione per un vasto pubblico di appassionati. Massimo Callegari, giornalista di Sport Mediaset, ha colto nel segno parlando di un giocatore "unico in Europa", una rarità nel panorama calcistico contemporaneo. Callegari ha anche sfiorato le vicende estive, ammettendo che "si poteva avere qualche dubbio" dopo un periodo tanto complesso, pur riconoscendo che all'interno del club la fiducia nella sua professionalità non era mai venuta meno. Una considerazione che getta una luce particolare sul percorso di un atleta che ha saputo, nonostante tutto, riconquistare la piena fiducia dell'ambiente.
La sostanza oltre i sospetti
Quello che emerge con chiarezza è il valore di Calhanoglu come perno insostituibile, al punto che la decisione di non cederlo è stata dettata, come riportato, dall'impossibilità pratica di trovare un suo sostituto allo stesso livello. La sua presenza in mezzo al campo dona all'Inter quella qualità superiore che si rivela determinante nelle partite più complicate, quando il gioco si fa meno fluido e la vittoria va conquistata con l'acume e la personalità. I suoi cinque gol, che non provengono esclusivamente dai calci di rigore ma abbracciano un repertorio più ampio, sono la testimonianza più tangibile di un giocatore tornato a essere decisivo, superando le ombre di un recente passato e diventando, di fatto, il volto di una squadra che ambisce a traguardi importanti.




