Bambini dell'asilo in moschea inginocchiati a pregare, scoppia la polemica: il ministero avvia verifiche
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Redazione Interno
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Una foto, pubblicata sui social network, ha acceso un dibattito che travalica i confini del piccolo comune di Ponte della Priula, nel Trevigiano. Ritrae un gruppo di alunni della scuola dell’infanzia "Santa Maria delle Vittorie", istituto paritario di ispirazione cattolica, inginocchiati sui tappeti della moschea del centro culturale islamico Emanet di Susegana, mentre partecipano a un momento di preghiera guidato dall’imam. L’immagine, risalente al 30 aprile, è diventata rapidamente virale, sollevando critiche e interrogativi, soprattutto da parte della Lega, che ha parlato di «indottrinamento all’Islam».
Don Andrea Sech, parroco di Susegana, insieme alla direttrice Stefania Bazzo e all’insegnante Stefania Pillon, ha precisato in una nota che l’iniziativa rientrava in un progetto interculturale approvato dai genitori, i quali avevano fornito il consenso. «Non è stato chiesto di scegliere quale Dio», hanno sottolineato, spiegando che l’obiettivo era promuovere un messaggio di pace. La visita, tuttavia, è finita nel mirino del ministero dell’Istruzione, che ha disposto accertamenti per verificare il rispetto delle norme sulla parità scolastica. L’ufficio regionale del Veneto, su indicazione del ministro Giuseppe Valditara, sta esaminando la vicenda.
La reazione politica non si è fatta attendere. Matteo Salvini, attraverso un post sui social, ha bollato l’episodio come una mancanza di «reciprocità», alludendo alle difficoltà incontrate dalle minoranze religiose in alcuni Paesi a maggioranza islamica. La scuola, intanto, ribadisce la propria apertura al dialogo, ricordando che da anni accoglie famiglie di diverse culture senza distinzioni. Quello che per alcuni è un segno di inclusione, per altri rappresenta invece una forzatura, alimentando un confronto che tocca temi sensibili, dall’integrazione alla libertà educativa.




