Molinette, nuova risonanza magnetica da 1,6 milioni: cosa cambia
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Redazione Salute
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Una nuova risonanza magnetica da 1,6 milioni di euro è stata inaugurata all'ospedale Molinette di Torino, con l'obiettivo di accelerare gli esami diagnostici e ampliare le possibilità di ricerca sul cervello. Il dispositivo a 3 Tesla, presentato mercoledì 21 ottobre dall'Università di Torino e dall'Azienda Ospedaliero-Universitaria Città della Salute e della Scienza, è stato progettato per offrire immagini dettagliate e acquisizioni più veloci. Durante l'inaugurazione, però, il direttore generale Livio Tranchida ha richiamato l'attenzione sulle condizioni degli spazi ospedalieri e sulla necessità di disporre di personale adeguato, rilanciando l'importanza del futuro Parco della Salute.
Come funziona la nuova risonanza magnetica 3 Tesla
Il macchinario installato è il modello Philips MR 7700, una tecnologia destinata sia alla diagnostica clinica sia agli studi neuroscientifici. La maggiore velocità di acquisizione può ridurre fino al 50% i tempi di alcune procedure, consentendo di organizzare gli esami con maggiore efficienza e creando le condizioni per contribuire allo smaltimento delle liste d'attesa. Le prestazioni avanzate permettono anche di ottenere immagini utili per analizzare le strutture cerebrali e approfondire il funzionamento delle reti neuronali, offrendo strumenti di lavoro sia ai medici sia ai ricercatori.
Le applicazioni riguardano lo studio delle connessioni tra le diverse aree del cervello e dei meccanismi associati a pensieri, emozioni e comportamenti. La tecnologia può essere impiegata nell'approfondimento di patologie neurologiche come Alzheimer, sclerosi multipla, epilessia, SLA, ictus e tumori cerebrali. Un altro ambito riguarda le alterazioni osservabili nelle malattie psichiatriche, per le quali la ricerca sulle funzioni cerebrali può contribuire a migliorare la comprensione dei processi coinvolti. La possibilità di combinare esami clinici e attività scientifica rende lo scanner uno strumento condiviso tra assistenza sanitaria e ricerca universitaria.
Personale e spazi ospedalieri, le criticità segnalate
Il potenziamento tecnologico si confronta con le difficoltà organizzative di una struttura ospedaliera storica, inaugurata nel 1935 e caratterizzata da ambienti che necessitano di essere adeguati alle esigenze attuali. Tranchida ha sottolineato l'urgenza di realizzare il Parco della Salute, indicando marzo come data prevista per l'avvio dei lavori. Il tema non riguarda soltanto la disponibilità di apparecchiature moderne, ma anche la possibilità di collocarle e utilizzarle in ambienti funzionali, con risorse professionali sufficienti a sostenere l'attività assistenziale e scientifica.
Marco Tamietto, direttore del Neuroscience Institute of Turin, ha evidenziato il problema della disponibilità di competenze specialistiche. Il centro si avvale anche del contributo volontario di ricercatori già in servizio, una modalità che non può rappresentare una soluzione stabile nel lungo periodo. Per ampliare l'accesso alle attività di ricerca da parte di strutture esterne e imprese, il responsabile ha indicato la necessità di almeno tre o quattro figure professionali con competenze in fisica, neurodiagnostica, radiologia e ingegneria biomedica.
Il finanziamento e le possibilità per la ricerca
L'acquisto è stato finanziato attraverso risorse del Ministero dell'Università e della Ricerca e della Regione Piemonte, nell'ambito del bando INFRA+. L'accordo tra l'ateneo e l'azienda ospedaliera prevede l'utilizzo della macchina per le prestazioni diagnostiche e per i progetti scientifici. Sul piano tecnico, il sistema MR 7700 integra anche soluzioni per l'imaging e la spettroscopia multinucleare, che consentono di esplorare ulteriori applicazioni nello studio dei tessuti e dei processi biologici.
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