Salone del libro di Torino 2026, tra i padiglioni del Lingotto e le sorprese del Salone Off
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Dal 14 al 18 maggio, il Salone Internazionale del Libo di Torino – che ormai da anni non è più soltanto una fiera di settore, bensì un vero e proprio dispositivo culturale capace di ridisegnare la geografia urbana – trasformerà il capoluogo piemontese in una mappa vivente di eventi, letture e incontri. Il tema scelto per l’edizione 2026, “Il mondo salvato dai ragazzini”, trae il proprio titolo dall’omonimo capolavoro di Elsa Morante e sembra incarnare alla perfezione lo spirito di una Torino che si scopre giorno dopo giorno più dinamica, abitata da generazioni giovani le quali, occupando cortili storici e musei fino a tarda sera, ne rilanciano la vocazione di laboratorio aperto. Non c’è angolo della città, in quei giorni, che non venga sfiorato dal racconto: i tram si riempiono di conversazioni sui libri, i caffè storici diventano estensioni informali dei dibattiti, e il ritmo stesso della vita quotidiana subisce una deviazione felice verso la lentezza riflessiva.
Arena Repubblica Robinson, cinque giorni di appuntamenti tra politica e narrazioni internazionali
All’interno del padiglione 3 del Lingotto, troverà posto l’Arena Repubblica Robinson, uno spazio – va detto – non concepito come semplice vetrina editoriale, ma come luogo di confronto diretto su cultura, musica e attualità. Qui, dal 14 al 18 maggio, si succederanno oltre cinquanta appuntamenti in cinque giorni, con la partecipazione di grandi star internazionali accanto ad alcune delle scrittrici e degli scrittori italiani più amati dal pubblico. L’arena si propone come uno snodo per orientarsi tra scenari internazionali sempre più complessi, affrontando i grandi temi del presente senza cedere alla tentazione del pessimismo: se il presente è inquieto, sembra suggerire il programma, non per questo si smette di investire sul futuro. La formula della manifestazione, ormai consolidata, mescola registri diversi – dall’intervista politica alla lettura scenica – per restituire un’idea di cultura come pratica quotidiana, non come celebrazione.
Il Consiglio regionale e l’Arena Piemonte: diritti, memoria e dialogo istituzionale
Confermato anche per il 2026 l’impegno del Consiglio Regionale, il cui presidente Davide Nicco ha sottolineato come l’Arena Piemonte continui a rappresentare “uno spazio aperto dove le istituzioni incontrano i cittadini”. Palazzo Lascaris, che è la sede dell’assemblea legislativa, porterà al Lingotto un programma fitto di dibattiti – si parla di tutela dei diritti, di memoria storica, di dialogo con autori e con volti noti della scena culturale nazionale – nell’intento dichiarato di celebrare la lettura come strumento di libertà e di democrazia per le nuove generazioni. Non si tratta, in questo caso, di una mera presenza cerimoniale: le sessioni curate dal Consiglio mescolano il rigore dell’approfondimento politico con la leggerezza apparente della narrazione letteraria, provando a dare forma a un discorso pubblico che non perda mai di vista il territorio di provenienza.
Il Salone Off, tra speed date letterari e iniziative sui bus: mille appuntamenti diffusi
La vera anima periferica della manifestazione – quella che inevitabilmente sfugge ai grandi numeri del Lingotto – è però il Salone Off, la festa diffusa che fino al 19 maggio dissemina in città e in regione quasi mille eventi. Tra questi, uno dei più curiosi è senz’altro lo “speed date letterario” organizzato nell’ambito del progetto Pagina 37 dall’associazione Circolarte: gli appassionati si siedono pochi minuti di fronte a un interlocutore per parlare del libro del cuore, poi cambiano posto e ricominciano, in un meccanismo che ricorda la frenesia degli incontri rapidi ma applicata alla passione per la lettura. La location scelta per questa domenica, un negozio di occhiali Vanni in piazza Carlina nel centro storico, dimostra bene la capacità del Salone di ibridare spazi non convenzionali. E non finisce qui: ci sono letture a bordo di autobus, incontri in librerie indipendenti, performance nei cortili dei palazzi nobiliari. L’intero programma dettagliato è consultabile sul sito ufficiale della rassegna, dove ogni visitatore può costruirsi il proprio itinerario personalizzato in una città che, per cinque giorni, vive di parole.




