Red Bull saluta Felix Baumgartner, l’uomo che sfidò il suono e cadde dal cielo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Con un messaggio che non nasconde il peso del dolore, Red Bull ha voluto rendere omaggio a Felix Baumgartner, il paracadutista austriaco che per anni ha incarnato lo spirito dell’azienda, spingendosi oltre ogni limite conosciuto. La morte, giunta ieri a Porto Sant’Elpidio durante un volo in parapendio, ha spento uno degli ultimi avventurieri capaci di trasformare la fisica in poesia. «Grazie di tutto», recita il necrologio pubblicato oggi, un tributo essenziale ma carico di quella riconoscenza che solo certi eroi sanno ispirare.

Quel 14 ottobre 2012, quando Baumgartner si lanciò dalla stratosfera – 39 chilometri sopra il New Mexico – infrangendo la barriera del suono senza altro scudo che una tuta pressurizzata, il mondo trattenne il fiato. Non era un astronauta, eppure aveva appena dimostrato che l’impossibile poteva essere ridisegnato. «Bisogna andare in alto per capire quanto siamo piccoli», amava ripetere, condensando in una frase l’essenza della sua filosofia. Quell’impresa, che lo consegnò alla storia, non fu solo un record: fu la prova che l’uomo, quando osa, può sfidare persino le leggi della natura.

Ma ieri, tra le colline marchigiane, il cielo gli è diventato nemico. Partito da una zona vicino Fermo, Baumgartner è stato stroncato da un malore durante il volo, precipitando nel giardino di un residence. «Credevo atterrasse, invece è caduto di botto», ha raccontato una testimone, descrivendo una scena che nulla aveva a che fare con le sue acrobazie calcolate. L’impatto, avvenuto contro la piscina del campeggio, ha ferito anche una ragazza, investita dai resti del parapendio.

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