MotoGP, Raúl Fernández eroico a Mandalika: due dita rotte e il secondo posto dietro Bezzecchi

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Raúl Fernández ha chiuso il Gran Premio d'Indonesia con un secondo posto che, per come è maturato, vale quanto una vittoria. Il pilota spagnolo del team Trackhouse Aprilia è arrivato al traguardo di Mandalika alle spalle di Marco Bezzecchi dopo aver corso con due dita fratturate alla mano destra, rimediate nella caduta al via della Sprint race di sabato. Una prestazione che ha dell'incredibile, considerando che l'indice è un dito fondamentale per frenare e che Fernández ha dovuto modificare radicalmente il proprio stile di guida per completare i 27 giri della corsa domenicale.

La pole e la caduta con Bezzecchi

La domenica indonesiana era iniziata nel migliore dei modi per il venticinquenne madrileno, autore della pole position con il tempo di 1 minuto e 28 secondi e 852 millesimi. Ma il sabato era stato tutt'altro che semplice. Alla partenza della Sprint race, il contatto con Marco Bezzecchi in curva 1 aveva messo fuori gioco entrambi, scatenando le proteste dello spagnolo, che aveva accusato l'italiano di aver provocato deliberatamente l'incidente.

«Non avrebbe avuto senso rialzare la moto per mandare fuori Raúl, non corro per buttare fuori lui», aveva replicato Bezzecchi, spiegando di essere stato costretto a raddrizzare la moto per evitare i sorpassi di Fabio Quartararo e Marc Marquez.

La caduta aveva lasciato conseguenze più serie del previsto: non una, ma due dita fratturate. Fernández ha raccontato di essersene accorto solo la mattina della gara, quando ha provato a muovere la mano e ha capito che l'indice non rispondeva. «Stamattina mi sono svegliato pensando che non avrei corso», ha confessato ai microfoni di DAZN. «Parlare della gara è l'ultima delle mie preoccupazioni. Sento di aver dato tutto quello che avevo; è stata la gara più dura della mia vita».

La riunione in Aprilia e il chiarimento

Prima della gara, la tensione tra i due piloti è stata affrontata direttamente in casa Aprilia. Dopo il warm-up, Fernández, Bezzecchi e i vertici della squadra si sono incontrati per chiarire quanto accaduto il giorno prima. «Siamo due persone che resteranno in Aprilia il prossimo anno, e dobbiamo dare la migliore immagine possibile per il marchio», ha spiegato lo spagnolo, che ha citato la presenza di Massimo Rivola, Fabiano Sterlacchini e Davide Brivio all'incontro. «Tra tutti si sono calmate le acque».

Il team principal Brivio aveva confermato in mattinata le difficoltà fisiche del pilota: «Dovrà frenare solo con il dito medio, vedremo se riuscirà a finire la corsa».

Nonostante le premesse, Fernández è riuscito non solo a finire la gara, ma a lottare per la vittoria. Partito dalla pole, ha mantenuto la testa della corsa per diciotto giri, prima di cedere il passo a Bezzecchi al diciannovesimo passaggio. «Non stavo frenando come faccio di solito e sono andato largo diverse volte, consumando la gomma posteriore», ha raccontato. «A tredici o quattordici giri dalla fine non ce la facevo più, sbagliavo molte staccate».

Il trionfo Aprilia e la classifica

Il fine settimana di Mandalika si è chiuso con una doppietta Aprilia e un dominio assoluto della casa di Noale, che ha piazzato quattro moto nelle prime quattro posizioni: Bezzecchi vincitore, Fernández secondo, Jorge Martín terzo e Ai Ogura quarto. Un risultato storico per il costruttore italiano, che consolida il primato sia nel campionato piloti con Martín, sia in quello costruttori.

Lo spagnolo della Aprilia Racing ha riconquistato la vetta della classifica iridata con 355 punti, due in più di Marc Marquez, mentre Bezzecchi risale a 309 punti e si riporta a 46 lunghezze dalla testa.

Per Fernández, il secondo posto di Mandalika rappresenta il quarto podio stagionale e lo proietta a 236 punti, settimo nella classifica generale. Il pilota spagnolo ha voluto ringraziare il team e lo staff medico per il supporto ricevuto nelle ore precedenti la gara, quando la sua partecipazione era in forte dubbio. «Ora bisogna recuperare bene, perché ci aspetta un altro circuito molto favorevole per noi», ha dichiarato, riferendosi al prossimo appuntamento in calendario. «Non ho intenzione di andare a dormire arrabbiato per essermi rotto un dito».

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