Raúl Fernández eroico a Mandalika: due dita rotte e il secondo posto dietro Bezzecchi
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Redazione Sport
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Raúl Fernández ha chiuso il Gran Premio d'Indonesia con un secondo posto che pesa quanto una vittoria. Il pilota spagnolo del team Trackhouse Aprilia, scattato dalla pole position, ha guidato la gara per i primi 18 giri prima di cedere il passo a Marco Bezzecchi, vincitore al termine dei 27 giri sul circuito di Mandalika. Alle spalle dei due, Jorge Martín ha completato il podio, mentre Ai Ogura ha chiuso quarto, regalando ad Aprilia un quadruplo storico: quattro moto della casa di Noale nelle prime quattro posizioni.
Una frattura nascosta e la tecnica di frenata da reinventare
Il vero peso della prestazione di Fernández è emerso solo al termine della corsa. Coinvolto sabato in un contatto alla prima curva della Sprint race con Bezzecchi, il pilota spagnolo aveva riportato la frattura di un dito della mano destra, quello che normalmente utilizza per azionare il freno anteriore. Solo domenica mattina, al risveglio, ha scoperto che le dita rotte erano due. Ha tenuto per sé l'informazione, senza condividerla con il team, e ha affrontato la gara con una modifica all'impianto frenante per sopperire all'impossibilità di usare la leva come sempre.
«Questa mattina, quando mi sono svegliato, ho capito che non ne avevo una, ma due dita rotte. Nessuno lo sapeva», ha raccontato Fernández nel dopo gara. «Ho provato a non dire nulla, a tenere il dolore per me e a mantenere la concentrazione sulla corsa». Il riferimento tecnico e la posizione della mano sul manubrio sono stati completamente rivisti durante il warm-up, e il pilota ha dovuto imparare da zero una nuova modalità di frenata.
La gestione della sofferenza nei giri finali
La resistenza fisica è diventata il fattore decisivo nella seconda metà della gara. Fernández ha mantenuto la testa della corsa fino al diciannovesimo passaggio, quando Bezzecchi ha completato il sorpasso decisivo alla curva 1, nello stesso punto che il giorno prima aveva causato l'incidente tra i due. Da quel momento, per il pilota spagnolo è iniziata una battaglia contro il dolore più che contro gli avversari. «Dopo 13, 14 giri ero quasi distrutto. Sentivo un dolore fortissimo, perché mantenere la concentrazione sul manubrio e non commettere errori era difficilissimo», ha spiegato.
Il team Trackhouse ha lavorato sulla posizione del freno e sull'assetto per permettere a Fernández di completare la distanza, ma ogni curva richiedeva uno sforzo supplementare. Nonostante le condizioni, lo spagnolo ha conservato la seconda posizione fino alla bandiera a scacchi, chiudendo a 4,260 secondi da Bezzecchi. Per il pilota di Madrid si tratta del secondo podio stagionale in MotoGP, un risultato che assume un valore particolare alla luce delle circostanze.
Il chiarimento con Bezzecchi e il quadro del weekend
La domenica di Mandalika era iniziata con un confronto tra Fernández e Bezzecchi, dopo le accuse di guida poco professionale che il pilota spagnolo aveva rivolto all'italiano al termine della Sprint. I due si erano incontrati nella mattinata per chiarire l'episodio che li aveva visti entrambi fuori gara. La tensione si è poi trasferita in pista, con Bezzecchi che ha avuto la meglio nella lotta per la vittoria.
Per Bezzecchi si tratta del quinto successo stagionale in MotoGP e dell'undicesimo in carriera nella classe regina, il primo dal Gran Premio d'Italia di Mugello. Il pilota romagnolo ha completato la gara in 40 minuti, 46 secondi e 582 millesimi, precedendo Fernández e Martín. Alle spalle del terzetto, Ogura ha preceduto Pedro Acosta, mentre Marc Márquez, che era tornato in testa al campionato dopo la vittoria nella Sprint di sabato, ha chiuso solamente sesto.
Il risultato della gara lunga ha rimescolato nuovamente la classifica del mondiale. Martín ha riconquistato la vetta con 355 punti, due in più di Márquez, che dopo la Sprint aveva accumulato un vantaggio di quattro lunghezze. Bezzecchi resta terzo a 46 punti dalla testa, mentre Fernández sale a quota 236 punti, al settimo posto assoluto. Aprilia ha ripreso il comando nel campionato costruttori, sopravanzando Ducati di 12 punti, e ha consolidato la propria posizione in vetta alla classifica a squadre.
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