Jaguar Land Rover, l'attacco hacker che paralizza la produzione e la filiera
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Redazione Economia
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Il colosso automobilistico Jaguar Land Rover si trova a dover fronteggiare una crisi operativa senza precedenti, la cui portata si estende ben oltre i confini dei suoi stabilimenti. A seguito di un attacco informatico perpetrato all'inizio di settembre, che ha compromesso i sistemi IT dell'azienda, la produzione rimane ferma nel Regno Unito con una sospensione che, secondo gli ultimi aggiornamenti, è destinata a protrarsi almeno fino al 24 del mese. Un blocco prolungato, le cui ripercussioni – come spesso accade in ecosistemi industriali così interconnessi – stanno iniziando a riverberarsi in modo pesante sull'intera catena dei fornitori, molti dei quali, non ricevendo più le commesse, sono costretti a loro volta a ridurre o interrompere l'attività.
La gravità della situazione è accentuata dal fatto che l'azienda sta ancora lavorando per una piena comprensione dell'accaduto. Sono infatti ancora in corso le indagini forensi interne, necessarie per valutare l'entità della violazione e definire le procedure per un riavvio in sicurezza delle operazioni globali. JLR ha confermato, in un comunicato ufficiale, che "alcuni dati sono stati coinvolti" nell'incidente, senza peraltro specificarne la natura o la quantità, e ha prontamente informato le autorità di regolamentazione competenti, come previsto dalla normativa. Si stima che le perdite economiche dirette, tra mancata produzione e costi per il ripristino, possano raggiungere la cifra di cinque milioni di euro al giorno.
La paralisi produttiva arriva in un momento già estremamente delicato per i due marchi britannici, i quali dovevano già fare i conti con un contesto commerciale globale reso complesso da una domanda fiacca e da specifiche difficoltà nelle esportazioni verso il mercato statunitense, dove l'applicazione di dazi doganali aveva già creato non pochi intoppi nel secondo trimestre. L'attacco informatico, quindi, agisce da moltiplicatore di criticità in uno scenario già compromesso. La vulnerabilità dei sistemi digitali, d'altronde, rappresenta una minaccia sempre più concreta per le grandi corporation, esponendole a rischi di natura finanziaria e operativa che possono rivelarsi, in alcuni casi, persino più destabilizzanti di un furto tradizionale.




