Meloni chiude il vertice Nato: "Non mi pento di nulla"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha tracciato il bilancio del vertice Nato di Ankara nella conferenza stampa conclusiva, rivendicando le scelte compiute sul fronte della difesa e nei rapporti con l'amministrazione Trump. L'Italia, ha spiegato, rispetterà gli impegni assunti con l'Alleanza atlantica ma stabilirà autonomamente tempi, modi e priorità, in un'ottica di sostenibilità economica e di interesse nazionale.

La premier ha inoltre ribadito il sostegno a Kiev, pur senza annunciare nuovi pacchetti di aiuti militari, e ha comunicato la decisione di non partecipare al vertice di Parigi della coalizione dei volenterosi.

La difesa dei conti italiani e la linea su Trump

A chi le chiedeva conto delle tensioni con il presidente degli Stati Uniti, emerse nelle settimane precedenti anche durante il G7, Meloni ha risposto con fermezza: "Non mi pento di nulla di quello che ho fatto". La presidente ha rivendicato l'investimento politico sull'unità dell'Occidente come una scelta di lungo periodo, non legata alla contingente interlocuzione con Trump.

Pur riconoscendo le affinità su temi come l'immigrazione e la critica alla cultura woke, Meloni ha sottolineato che la sua strategia è dettata dalla convinzione e non dalla convenienza, insistendo sull'importanza di mantenere solida l'unità occidentale nell'interesse nazionale italiano ed europeo.

La posizione sulla spesa militare e la sostenibilità

Sul capitolo delle spese per la difesa, la premier ha escluso scenari ipotetici rispondendo con una battuta a chi le domandava quanto il governo sarebbe disposto a investire in assenza di vincoli di bilancio: "Se mio nonno avesse le ruote…". Meloni ha ribadito la necessità di rafforzare la spesa per la sicurezza, ma ha definito "ridicola" l'accusa di un'Italia che chiuderebbe gli ospedali per comprare carri armati, ponendo un limite invalicabile alla sottrazione di risorse ad altri capitoli ritenuti ugualmente importanti.

L'Italia, ha ricordato, si presenta al vertice con una spesa per difesa e sicurezza pari al 2,8% del Pil, un aumento significativo rispetto agli anni precedenti, e la premier ha assicurato che i fondi stanziati dovranno rimanere nell'economia nazionale, nelle fabbriche e nella ricerca italiane.

Il sostegno all'Ucraina e le prossime scadenze

Il dossier ucraino è stato al centro del vertice e del bilaterale con il presidente Volodymyr Zelensky, durante il quale l'Italia ha confermato il "fermo impegno" a sostenere Kiev e a favorire un percorso verso una pace giusta e duratura. Meloni ha parlato di un sostegno che si è concentrato sulla resilienza energetica, ma ha lasciato intendere che l'Italia proseguirà nella fornitura di aiuti militari, con una valutazione in corso da parte del ministro Crosetto.

A rappresentare l'Italia alla prossima riunione della Coalizione dei Volenterosi a Parigi non sarà la premier, che ha spiegato di dover tornare a occuparsi dei dossier interni: "Non c'è il disimpegno sull'Ucraina, ma neanche me ne posso permettere uno sull'Italia".

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