Juventus-Fiorentina, il crollo bianconero riapre la corsa Champions
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Redazione Sport
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Juventus-Fiorentina cambia gli equilibri della corsa Champions e lascia i bianconeri senza più il destino nelle proprie mani. Lo 0-2 dell’Allianz Stadium consegna ai viola una vittoria pesante, costruita con le reti di Ndour e Mandragora, e apre una nuova fase nella lotta agli ultimi posti disponibili per l’Europa che conta. Dal sogno del secondo posto all’incubo del sesto, la squadra bianconera esce dalla partita travolta dalle critiche e da una prestazione che ha messo sotto accusa società, allenatore e giocatori. In questo clima riaffiora anche il ricordo di Ennio “Pallino” Raveggi, storico massaggiatore della Fiorentina, che nelle ultime giornate di campionato tappezzava lo spogliatoio di richiami alla concentrazione e alla lucidità.
La Fiorentina colpisce la Juventus e complica la classifica
La Fiorentina ha affrontato la partita con intensità e attenzione, mostrando fin dai primi minuti un atteggiamento aggressivo e ordinato. I viola hanno sfruttato gli episodi decisivi e sono riusciti a gestire la gara senza perdere equilibrio, mentre la Juventus è apparsa fragile e incapace di reagire nei momenti chiave. Le reti di Ndour e Mandragora hanno indirizzato il risultato, ma il dato più pesante riguarda le conseguenze in classifica: Locatelli e compagni ora inseguono gli ultimi due posti Champions partendo dietro a Milan, Roma e Como negli ultimi novanta minuti della stagione. Un ribaltamento improvviso, maturato dopo una serata in cui la squadra bianconera non è riuscita a trovare continuità né nella manovra né nella gestione emotiva della gara.
Nel successo viola hanno avuto un peso determinante anche le prestazioni individuali. De Gea è stato uno dei protagonisti assoluti, soprattutto nei momenti in cui la Juventus ha provato a riaprire il match. Il portiere ha rimediato a un errore di Ndour con un’uscita rapida su Vlahovic, poi si è opposto a Yildiz e si è fatto trovare pronto anche sulle conclusioni di McKennie. L’intervento più spettacolare è arrivato nella ripresa, quando ha neutralizzato una conclusione di Conceicao sul proprio palo con una parata d’istinto. Accanto a lui si è distinto anche Pongracic, indicato come leader della linea difensiva viola, mentre Dodo ha alternato copertura e sacrificio nel duello sulla corsia con Koopmeiners.
Yildiz e Di Gregorio tra i più contestati dopo Juventus-Fiorentina
Quando una squadra perde una partita così delicata, il giudizio inevitabilmente coinvolge tutto il gruppo. Eppure, dopo Juventus-Fiorentina, due nomi sono finiti più di altri al centro delle critiche: Michele Di Gregorio e Kenan Yildiz. Il portiere bianconero è stato indicato tra i principali responsabili della serata negativa, mentre dal numero 10 ci si attendeva una prova diversa in una gara che poteva indirizzare la stagione. Yildiz non è riuscito a incidere e le occasioni create si sono spente contro le risposte di De Gea, lasciando la sensazione di una prestazione incompleta proprio nel momento più delicato del campionato.
La delusione attorno alla Juventus nasce anche dal peso della partita e dal contesto in cui è maturata la sconfitta. I bianconeri arrivavano all’appuntamento con la possibilità di consolidare la propria posizione nella corsa Champions, ma il risultato ha ribaltato completamente lo scenario. La Fiorentina, invece, ha giocato con lucidità e attenzione, quasi seguendo quei vecchi richiami di Raveggi alla concentrazione nelle ultime giornate. In campo si è vista una squadra più pronta a gestire pressione e dettagli, mentre la Juventus ha lasciato spazio a errori e incertezze che hanno trasformato una serata decisiva in un passaggio estremamente complicato verso la conclusione della stagione.




