Caldo al Roland Garros, la Sima attacca: “Rischi elevati per gli atleti”
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Il caldo al Roland Garros è tornato al centro dell’attenzione dopo quanto accaduto durante il match tra Jannik Sinner e Francisco Cerundolo, un episodio che secondo la Società Italiana di Medicina Ambientale conferma le preoccupazioni legate all’attività sportiva svolta in presenza di temperature elevate. L’associazione aveva già richiamato l’attenzione sui rischi che interessano non soltanto i tennisti impegnati in campo, ma anche raccattapalle e spettatori presenti sugli spalti durante le giornate caratterizzate da caldo intenso registrate a Parigi. Le condizioni climatiche hanno così riaperto il confronto sulla gestione degli incontri e sulle misure di tutela previste nei grandi tornei internazionali.
Secondo il presidente della Sima, Alessandro Miani, quanto emerso nel corso della giornata rappresenta una dimostrazione concreta di come il tennis possa diventare uno sport ad alto rischio quando viene praticato con temperature particolarmente elevate. L’associazione richiama l’attenzione sulle possibili conseguenze fisiche legate allo stress termico, ricordando che il caldo può incidere in modo significativo sulle prestazioni degli atleti. Il riferimento è a un quadro che comprende manifestazioni diverse, dai crampi fino alle sincopi, e che diventa particolarmente delicato quando gli sforzi vengono sostenuti per diverse ore sotto il sole.
La scelta dell’orario e le critiche agli organizzatori
Il dibattito non riguarda esclusivamente l’eliminazione del numero uno del mondo, ma anche la programmazione delle partite in una fase del torneo caratterizzata da temperature molto elevate. Sinner è stato infatti mandato in campo a mezzogiorno sul Philippe-Chatrier, nel momento della giornata in cui l’esposizione al sole risulta più intensa. La decisione ha alimentato interrogativi sulla tutela dei giocatori e sull’opportunità di disputare incontri di tale importanza nelle ore più calde, soprattutto in un’edizione del torneo segnata da condizioni meteorologiche particolarmente impegnative.
Nel programma della giornata, la sessione serale è stata riservata al francese Arthur Rinderknech, impegnato contro Matteo Berrettini. Una scelta che ha contribuito ad accendere ulteriormente la discussione, anche perché Sinner rappresentava uno dei principali protagonisti dell’evento. Il tennista azzurro arrivava infatti al Roland Garros con la prospettiva di inseguire un risultato di grande rilievo e con il ruolo di figura centrale del torneo dopo l’uscita di scena di altri protagonisti. In questo contesto, la questione della protezione degli atleti è diventata uno degli aspetti più discussi della giornata parigina.
Heat policy e nuove regole contro il caldo estremo
La vicenda ha riportato al centro dell’attenzione anche il funzionamento della heat policy adottata nel tennis. Al Roland Garros il riferimento è l’indice WGBT, parametro utilizzato per valutare il livello di stress termico combinando fattori come temperatura, umidità e vento. In base a questi valori possono essere adottate misure specifiche per la gestione delle partite, compresa l’eventuale interruzione del gioco quando le condizioni ambientali diventano particolarmente critiche.
Il tema assume un peso ancora maggiore alla luce delle modifiche annunciate dall’Atp per la stagione 2026. Il nuovo protocollo contro il caldo estremo prevede infatti regole più rigide e procedure precise legate proprio all’indice WGBT. Quando il valore supera determinate soglie sono previste pause dedicate al raffreddamento degli atleti, mentre in presenza di livelli ancora più elevati possono scattare misure ulteriori come la chiusura dei tetti o la sospensione degli incontri. L’obiettivo dichiarato è affrontare gli effetti dell’aumento delle temperature, fenomeno che negli ultimi anni ha già portato a ritiri e difficoltà per numerosi giocatori impegnati nel circuito professionistico.




