Infortunio Kean, il medico della Nazionale risponde a Fabregas: "Club sempre aggiornati"
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Redazione Sport
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Un botta e risposta a distanza, consumato nel giro di poche ore e destinato ad alimentare il dibattito sui rapporti tra club e federazione durante le finestre internazionali. Protagonista suo malgrado è Moise Kean, attaccante del Como, rientrato dal ritiro azzurro con una contusione alla tibia che lo terrà lontano dai campi per almeno una settimana, forse dieci giorni. A sollevare il caso è stato Cesc Fabregas, allenatore dei lariani, che alla vigilia della sfida con la Roma non ha nascosto il proprio disappunto per come è stata gestita la situazione del suo centravanti.
La ricostruzione di Fabregas
Secondo il tecnico catalano, Kean avrebbe riportato un colpo importante nella prima partita giocata con la maglia della Nazionale contro il Belgio, ma sarebbe stato ugualmente impiegato per novanta minuti nella successiva sfida contro la Francia. "Ha giocato 90 minuti, con un infortunio dopo la risonanza di ieri", ha dichiarato Fabregas in conferenza stampa, aggiungendo che a suo avviso "la comunicazione tra Federazione e club, come succede per tutti, si potrebbe fare meglio".
Il riferimento è alla necessità, secondo l'allenatore, di un flusso informativo più tempestivo tra lo staff medico azzurro e le società di appartenenza, soprattutto quando un calciatore viene schierato in condizioni fisiche non ottimali. Fabregas ha anche spiegato di aver parlato con Roberto Mancini, il quale vede Kean come esterno nel suo sistema di gioco, un'idea che il tecnico del Como ha definito "difficilmente attuabile" nel suo modo di interpretare il calcio.
La replica del medico azzurro
La risposta della Federazione non si è fatta attendere. Angelo De Carli, medico della Nazionale, ha replicato con una nota nella quale ha respinto l'idea di una comunicazione carente o tardiva. "Per monitorare le condizioni dei calciatori convocati – ha affermato – lo staff medico della Nazionale tiene costantemente aggiornati i medici dei club, con i quali ha frequenti contatti prima, durante e dopo il ritiro".
De Carli ha poi precisato che tale prassi è stata seguita anche nell'ultima finestra internazionale, quella a cavallo tra settembre e ottobre, durante la quale l'Italia ha disputato quattro partite in undici giorni. La dichiarazione, diffusa attraverso i canali ufficiali, intendeva chiarire che nessuna informazione sarebbe stata omessa o sottovalutata nel passaggio tra Coverciano e Mozzate, il centro sportivo del Como.
Il contesto della finestra internazionale
La vicenda si inserisce in un periodo di particolare densità per i calendari delle nazionali. L'Italia ha affrontato Belgio, Francia e Turchia nel giro di pochi giorni, con un carico di lavoro che ha inevitabilmente inciso sulle condizioni fisiche dei convocati. Kean, che aveva già accusato il colpo contro i belgi, è stato utilizzato anche contro i transalpini prima di essere lasciato a riposo in occasione dell'ultimo impegno contro la Turchia a Bologna.
Gli esami strumentali effettuati al rientro in Lombardia hanno evidenziato una contusione che richiede un programma di recupero differenziato, con l'attaccante che ha proseguito il lavoro a parte rispetto al gruppo.
Le prospettive di recupero
La contusione tibiale costringerà Kean a saltare con certezza la sfida di campionato contro la Roma e l'impegno infrasettimanale contro il Feyenoord. Il rientro potrebbe avvenire in occasione della trasferta di Firenze contro la Fiorentina, sua ex squadra, in programma il 18 ottobre, oppure essere rinviato ulteriormente al terzo turno di Champions League, quando il Como ospiterà il Manchester United il 21 ottobre. Si tratta di valutazioni che spettano allo staff medico lariano, chiamato a gestire un rientro che non presenti rischi di ricadute.
L'assenza di Kean pesa in modo significativo sui piani di Fabregas, che ha dovuto ridisegnare il reparto offensivo in vista di un calendario particolarmente impegnativo tra Serie A e competizioni europee.
Le reazioni nel mondo del calcio
Sulla vicenda è intervenuto anche Sandro Sabatini, che nel suo editoriale video ha inquadrato la polemica di Fabregas in un contesto più ampio, quello dei rapporti tra club e nazionali nella gestione dei calciatori infortunati. Il giornalista ha accostato il caso Kean ad altre situazioni analoghe, come quelle che hanno riguardato Calhanoglu e Dimarco, sottolineando come il tema della comunicazione tra federazioni e società sia ricorrente e meriti un approfondimento che vada oltre la singola contingenza.
La partita tra Como e Roma, terminata poi a reti inviolate, ha confermato quanto l'assenza dell'attaccante abbia inciso sulle dinamiche offensive della squadra lariana, costretta a fare i conti con un reparto avanzato privo del suo riferimento principale.
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