Neve e valanghe, blitz invernale su Valle d'Aosta e Vallese: evacuazioni a Orsières e allerta massima sui rilievi
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Redazione Esteri
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L'inverno, dopo una breve pausa, torna a battere con decisione l'arco alpino, e lo fa con un'intensità tale da imporre misure drastiche e tenere con il fiato sospeso gli esperti valanghivi, alle prese con una situazione che, tra Valle d'Aosta e Vallese, si è fatta particolarmente critica. Le precipitazioni nevose, già iniziate nella mattinata di lunedì 16 febbraio, stanno imbiancando i rilievi a partire dalle quote più alte, ma l'abbassamento della quota neve previsto per le prossime ore potrebbe portare i fiocchi fin sul fondovalle valdostano, in un copione che si protrarrà per tutta la serata e la nottata. Una dinamica, questa, che i bollettini meteorologici avevano ampiamente previsto e che ora impone la massima prudenza.
Il pericolo valanghe, del resto, non è mai stato così elevato in questo scorcio di stagione: sopra i 2300 metri l'indice tocca quota 4, ovvero "forte", mentre al di sotto di quella soglia si attesta comunque su un preoccupante grado 3, definito "marcato". Una combinazione letale, quella tra la neve fresca e le raffiche di vento che stanno sferzando le cime, la quale sta creando accumuli pericolosi e lastroni instabili, pronti a rilasciarsi al minimo sovraccarico. Gli esperti, nei loro bollettini, parlano chiaramente di un progressivo aumento del pericolo di valanghe asciutte, con un incremento sia nel numero che nelle dimensioni dei cosiddetti "punti pericolosi", quei tratti di versante dove il manto nevoso, fragile e sovraccaricato, può cedere in qualsiasi istante, travolgendo quanto incontra sul suo cammino.
Il Vallese nel mirino della tormenta: treno deragliato e ordinanza di sfollamento
La situazione, se possibile, è ancora più tesa sul versante svizzero, dove il Vallese sta facendo i conti con una delle perturbazioni più violente degli ultimi anni. L'Istituto per lo studio della neve e delle valanghe di Davos ha lanciato un allarme senza mezzi termini, prevedendo che fino a mercoledì la situazione rimarrà esplosiva, con valanghe di grandi dimensioni pronte a staccarsi dai pendii. Non sono più solo le piste fuori dagli itinerari battuti a essere considerate a rischio, ma anche alcune infrastrutture e vie di comunicazione, messe in seria difficoltà dalla furia della neve. La scorsa settimana, a Goppenstein, una massa bianca aveva già interrotto la strada per diverse ore, ma l'evento di gran lunga più grave è accaduto lunedì mattina, quando una valanga ha causato il deragliamento di un treno regionale della BLS sulla linea che collega Frutigen a Briga, un incidente che ha riportato alla ribalta la fragilità del sistema di fronte a questi eventi naturali.
A testimoniare la tensione, nel comune vallesano di Orsières è scattata un'evacuazione preventiva che ha coinvolto una cinquantina di residenti. L'ordinanza, diramata nella mattinata, ha riguardato nello specifico alcune zone de La Fouly e la località di Ferret, dove il rischio di distacchi è stato giudicato imminente. Le autorità locali, memori di quanto accaduto in passato, non hanno voluto correre rischi, preferendo mettere in sicurezza la popolazione prima che la situazione degeneri ulteriormente. Un provvedimento, questo, che resterà in vigore almeno fino a mercoledì, in attesa che la furia degli elementi si plachi e che i tecnici possano rivalutare la stabilità dei versanti minacciosi.
Correnti occidentali e nevicate record: accumuli fino a 80 centimetri in poche ore
A monte di tutto, come spesso accade, c'è la dinamica atmosferica. Sono le forti correnti da nord-ovest, incanalandosi contro la barriera alpina, a generare una marcata situazione di sbarramento che convoglia umidità e precipitazioni proprio sui settori settentrionali. Il risultato, in termini di accumuli, è impressionante: tra domenica 15 e lunedì 16 febbraio, sul versante nordalpino e nel Vallese, al di sopra dei 1400 metri sono caduti dai 20 ai 40 centimetri di neve fresca, con punte locali che hanno toccato i 50 centimetri. Ma la fase clou deve ancora venire: entro la serata di martedì, sopra la quota degli 800-1000 metri, se ne aggiungeranno ulteriori 40-80 centimetri, portando i cumuli totali in alcune zone a superare il metro e mezzo in meno di 36 ore, un dato che da solo spiega la criticità del momento. Un vero e proprio blitz invernale, quello in atto, caratterizzato da nevicate ripetute e incessanti, che in quota, complice un vento da nord-ovest soffiato con intensità tempestosa, hanno rimaneggiato la neve, depositandola in spessi accumuli e formando estese lastre da vento sui versanti sottovento, le più insidiose per chiunque si trovi a transitare in quelle zone.




