Piemonte sotto la neve, con l’arrivo del Natale ripartono gli accumuli e sale l’attenzione per le valanghe

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una nuova, vigorosa irruzione di aria fredda e umida da est sta investendo il Piemonte, delineando, proprio nella vigilia di Natale, un quadro meteorologico in deciso peggioramento per le prossime trentasei ore. Come spiegato dal meteorologo Andrea Vuolo, che ha aggiornato i suoi follower attraverso i social, il flusso orientale sta infatti innescando precipitazioni talvolta abbondanti, specialmente nelle zone occidentali e sud-occidentali della regione, mentre in montagna le nevicate si fanno copiose, in un contesto termico che va progressivamente assumendo caratteristiche pienamente invernali. La fase perturbata, che ha già preso il via, si manifesta con piogge anche sul capoluogo Torino e con un brusco abbassamento della quota neve, favorito dai venti freddi che spirano da est, i quali, tra l’altro, raggiungono raffiche moderate in pianura, forti in prossimità del confine lombardo.

Gli accumuli già registrati e lo spettro delle valanghe

Questa ondata di maltempo giunge dopo una settimana già ricca di precipitazioni nevose, iniziate con una quota attorno ai millesettecento-duemila metri ma intensificatesi, a partire dalla serata di lunedì, in maniera particolarmente decisa sulle Alpi Liguri e Marittime. Lì, il manto bianco si è alzato di settanta-novanta centimetri, toccando punte che, in alcune località, hanno superato il metro di neve fresca. Altrove, nelle aree occidentali, gli accumuli misurati si sono attestati tra i trenta e i cinquanta centimetri, mentre sui settori settentrionali non si sono superati i dieci centimetri. Proprio questi consistenti apporti, uniti al sopraggiungere di ulteriore neve, hanno innalzato il livello di allerta per il pericolo valanghe, che sulle Alpi piemontesi è stato valutato fino al grado quattro, considerato “forte”, un dato che impone massima prudenza per chi si avventuri in ambiente montano.

Il caso di Prato Nevoso e la neve che scende verso valle

Uno degli esempi più eclatanti della perturbazione in corso viene da Prato Nevoso, in provincia di Cuneo, dove la neve è tornata a cadere fitta. Nello specifico, la località cuneese, che negli ultimi due giorni aveva già visto accumularsi oltre centocinquanta centimetri di neve nuova, si prepara ad accoglierne altra in quantità significativa entro la giornata di San Stefano. Fenomeni simili, seppur con intensità differenti, hanno interessato anche altre zone del cuneese, dove la quota neve è scesa fino a toccare le aree collinari, prima di risalire lievemente e permettere il ritorno della pioggia, che in molti casi è caduta su un suolo già imbiancato, un fattore, quest’ultimo, che contribuisce a rendere più complessa la situazione idrogeologica, specie nei settori meridionali della regione.

La situazione generale e l’allerta ancora attiva

Alla luce di questo quadro, caratterizzato da una rapida evoluzione e da fenomeni intensi, le autorità hanno confermato lo stato di allerta meteo di colore giallo sul Piemonte. La vigilanza resta dunque alta, mentre la colonnina di mercurio continua il suo declino, permettendo alla neve, come previsto dai modelli, di fare la sua comparsa anche in pianura, regalando a molti un Natale imbiancato ma al contempo chiedendo una rinnovata attenzione alla viabilità e alle condizioni delle strade secondarie, spesso le più esposte alle insidie del gelo e delle precipitazioni.

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