La settimana di Natale sotto la neve: ciclone in arrivo, allerta per accumuli record sulle Alpi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un ciclone di eccezionale portata, destinato a impattare sulla Penisola nella settimana di Natale, si prepara a sconvolgere il quadro meteorologico con quella che potrebbe configurarsi come la nevicata più intensa degli ultimi trent'anni. Le condizioni ideali per precipitazioni diffuse e abbondanti, secondo le proiezioni, si instaureranno a partire da domenica 21 dicembre, quando l'ingresso di aria fredda in quota e la formazione di una depressione al suolo sul Nord Italia innescheranno un evento persistente. Su molte zone del versante alpino, il passaggio perturbato potrebbe durare ininterrottamente per sette giorni, generando accumuli nevosi senza precedenti che, com'è facilmente intuibile, richiederanno la massima attenzione da parte delle autorità e della protezione civile.

Il quadro sinottico e il rischio neve a bassa quota

Lorenzo Tedici, meteorologo, conferma un deciso e improvviso peggioramento già dalla serata di domenica, con precipitazioni che assumeranno carattere nevoso fino a quote insolitamente basse. Il modello di previsione GFS, del resto, segnala la possibilità concreta di fiocchi su alcuni centri urbani del Nord-Ovest già nel giorno di Natale, con la quota neve che potrebbe abbassarsi fino ai 300 metri sul settore occidentale. Tra le città che, potenzialmente, potrebbero assistere a una nevicata di discreta entità figurano Domodossola, Cuneo, Aosta, Varese, Novara, Biella, Ivrea, Torino, Sondrio e Como, un'area che sarà interessata dal maggior apporto di aria gelida in quota. Si tratta di uno scenario, quello di un bianco Natale in pianura, che si è presentato di rado negli ultimi decenni e che pertanto mobilita l'interesse generale, sebbene la fase sia attesa come particolarmente turbolenta e ricca di criticità.

L'anticipo di maltempo al Sud e la parentesi festiva

Nelle ore che precedono questo cambiamento radicale, tuttavia, il tempo manterrà caratteri decisamente opposti sull'estremo meridione. Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia sperimenteranno infatti una fase instabile di stampo autunnale, con rovesci a tratti anche intensi originati da un richiamo di aria calda e umida proveniente dalle coste del Nordafrica, tra Algeria, Tunisia e Libia. Una situazione che, se da un lato appare in netto contrasto con il gelo incombente al Nord, dall'altro prepara il terreno a una transizione meteorologica di vasta scala. Ciò che ne seguirà, infatti, sarà una parentesi festiva completamente diversa dai recenti Natali miti e soleggiati, come sottolineano gli ultimi aggiornamenti per il 25 e il 26 dicembre.

Feste dinamiche tra pioggia battente e vento forte

Natale e Santo Stefano si prospettano dunque giorni caratterizzati da una marcata dinamicità atmosferica, con piogge battenti, vento forte e, come detto, neve abbondante non solo in alta montagna ma anche a medio-bassa quota in diverse regioni. La combinazione di questi elementi configurerà un quadro di allerta generale, dove il rischio principale sarà legato agli eccezionali accumuli di neve fresca sui settori alpini più esposti, i quali potrebbero raggiungere valori record. Mentre la popolazione si interroga su come trascorrere le feste, l'attenzione degli esperti è tutta rivolta all'evoluzione di questo ciclone, la cui traiettoria e intensità finale determineranno l'entità degli impatti su trasporti, viabilità e sicurezza nelle zone più sensibili.

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