Allerta meteo, il ciclone Erminio porta burrasca e neve: accumuli eccezionali in una regione

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’inedita sequenza di cicloni mediterranei che ha caratterizzato la fine di marzo non accenna a esaurirsi, e adesso è il turno di Erminio, il terzo in appena due settimane dopo Samuel e Deborah. A ribattezzarlo così – seguendo una prassi ormai consolidata per distinguere i sistemi di bassa pressione più violenti – è stata l’EUMETNET, l’organizzazione che riunisce trentuno servizi meteorologici europei, a testimonianza della portata non ordinaria del fenomeno in corso. Mentre la massa d’aria polare marittima associata alla perturbazione si riversa sui mari intorno alla Penisola, determinando un temporaneo ma marcato raffreddamento, il quadro meteo si fa sempre più critico. Il Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare, nel bollettino pubblicato alle quattordici di oggi, primo aprile 2026, ha aggiornato l’avviso per “fenomeni intensi”, segnalando la presenza di un vortice – Erminio, appunto – destinato a condizionare il tempo fino a venerdì.

L’evoluzione lenta di un ciclone anomalo

La traiettoria di Erminio si presenta particolarmente lenta, un elemento che contribuisce a prolungare gli effetti del maltempo. Lo spostamento dal Sud Italia verso la Penisola Balcanica avviene con gradualità; nella giornata di giovedì il minimo di pressione sarà posizionato sullo Ionio, mentre venerdì si allontanerà definitivamente verso la Grecia. Questo lento defluire, se da un lato spiega la persistenza delle precipitazioni, dall’altro obbliga i sistemi di protezione civile a mantenere alta la soglia di attenzione. Le conseguenze, sul territorio, si traducono in piogge abbondanti, nevicate a quote insolitamente basse e raffiche di vento che hanno già superato i cento chilometri orari. La combinazione di questi fattori, in particolare l’intensità dei venti di burrasca e l’accumulo di neve, ha spinto la Protezione Civile a diramare un’allerta che interessa dieci regioni del Centro-Sud.

Allerta rossa e criticità idrogeologiche

L’attenzione maggiore si concentra sull’Abruzzo e sul Molise, due regioni dove le condizioni stanno assumendo i contorni dell’emergenza. In alcune zone dell’Abruzzo è stata dichiarata l’allerta rossa per rischio idraulico e idrogeologico, un livello che segnala la possibilità di fenomeni in grado di mettere in seria difficoltà il reticolo idrografico minore e principale. Il Molise, dal canto suo, ha appena innalzato il livello di criticità da arancione a rosso: le piogge proseguono ormai da circa trentasei ore in maniera incessante, un dato che ha reso necessario attivare le procedure di evacuazione nel basso Molise. La viabilità ne ha risentito pesantemente, tanto che il casello autostradale di Termoli è stato chiuso per garantire la sicurezza degli automobilisti di fronte al pericolo di allagamenti e smottamenti.

Neve eccezionale a bassa quota

Quel che rende l’evento particolarmente degno di nota – e che gli esperti non esitano a definire eccezionale per la stagione – è la componente nevosa. L’aria fredda di origine polare marittima sta abbassando drasticamente la quota della neve, portandola fin verso le aree collinari. I modelli previsionali indicano accumuli che potrebbero raggiungere e, in alcuni casi, superare il metro di neve fresca oltre i mille metri di quota. Il dato più significativo, però, riguarda la previsione di fiocchi fino a quote collinari, un fenomeno piuttosto raro per i primi giorni di aprile, quando il mese si apre tradizionalmente con un clima più mite. Gli accumuli eccezionali, in particolare in una regione dell’Italia centrale, stanno quindi richiedendo un’attenta gestione delle infrastrutture e dei collegamenti, con le squadre di soccorso già operative per prevenire situazioni di isolamento.

Vento di burrasca e l’orizzonte dell’attenuazione

A completare il quadro, le raffiche di vento stanno soffiando con intensità di burrasca, alimentando il rischio mareggiate lungo le coste esposte e contribuendo a rendere ancora più insidiose le condizioni per la navigazione. Il ciclone, come evidenziato dagli aggiornamenti dell’Aeronautica Militare, manterrà la sua influenza fino a venerdì, sebbene con una tendenza progressiva all’attenuazione dei fenomeni. Quella che si sta vivendo è dunque una fase di persistenza della perturbazione, durante la quale gli effetti cumulati delle precipitazioni e del vento rischiano di generare criticità anche laddove, isolatamente, i singoli parametri non raggiungerebbero valori estremi. Gli uffici tecnici della Protezione Civile continuano a monitorare l’evoluzione del vortice ciclonico, mentre i sindaci dei comuni interessati dalle allerte stanno gestendo le misure preventive, dalla chiusura di strade secondarie all’allestimento dei centri operativi comunali.

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