Neve in arrivo: accumuli record sulle Alpi, rischio valanghe

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’inverno, ormai avaro di precipitazioni, sembra voler recuperare il tempo perduto proprio nel mese di marzo, con un’ondata di nevicate che promette di imbiancare gran parte dell’arco alpino e, in misura minore, l’Appennino centro-settentrionale. A partire da martedì sera, una serie di perturbazioni di origine atlantica investirà l’Italia, portando con sé aria fredda e abbondanti precipitazioni, che si trasformeranno in neve già dalle quote medie. Le Alpi occidentali saranno le prime a essere interessate, con fiocchi che scenderanno copiosi già dalla prossima notte, per poi estendersi, mercoledì mattina, al resto della catena montuosa.

Nella provincia di Cuneo, in particolare, le previsioni meteo per i giorni tra lunedì 10 e mercoledì 12 marzo 2025 indicano accumuli significativi, con punte che potrebbero superare il metro e mezzo nelle zone più esposte. Un evento eccezionale, considerando che si tratta di un periodo tradizionalmente associato all’arrivo della primavera. Già negli ultimi giorni, l’ingresso di aria fredda in quota aveva riportato la neve a quote insolitamente basse, con fiocchi che hanno raggiunto i 500 metri nel cuneese e i 1000 metri in altre aree del Piemonte, della Valle d’Aosta, della Lombardia e persino delle Dolomiti e del Friuli Venezia Giulia.

Le perturbazioni in arrivo, tuttavia, non si limiteranno a confermare gli accumuli già registrati, ma li amplificheranno ulteriormente. Si prevedono cumulate totali che, entro sabato, potrebbero sfiorare i due metri sulle creste più esposte, un dato che potrebbe segnare un record per il mese di marzo. Un fenomeno che, se da un lato regala paesaggi suggestivi e rifornisce le riserve idriche, dall’altro non è privo di rischi. Il brusco calo delle temperature e l’intensità delle nevicate aumentano infatti il pericolo di valanghe, soprattutto nelle zone più ripide e meno battute.

Le correnti umide e perturbate che stanno interessando il Nord Italia stanno già mostrando i loro effetti, con piogge diffuse e nevicate intense che stanno mettendo a dura prova le infrastrutture e i servizi di emergenza. Le valli montane, in particolare, stanno registrando un sensibile abbassamento delle temperature, accompagnato da venti forti che rendono ancora più complesse le condizioni meteorologiche. Mentre i fiocchi continuano a cadere, gli esperti invitano alla massima cautela, soprattutto per chi si avventura in alta quota, dove il rischio di slavine è più elevato.

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