Eurovision, il giallo italiano: tra Olly, Corsi e un tour sold-out
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Redazione Cultura e Spettacolo
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A tre mesi dall’inizio dell’Eurovision Song Contest 2025, che si terrà a Basilea dal 10 al 17 maggio, l’Italia si trova nel mezzo di un pasticcio che ricorda poco l’entusiasmo e la chiarezza dei tempi dei Maneskin. La band romana, dopo aver trionfato a Rotterdam nel 2021, aveva riportato il prestigioso evento televisivo in Italia, regalando a Torino l’organizzazione dell’edizione del 2022. Oggi, invece, l’unica certezza è l’incertezza: Olly, vincitore dell’ultimo Festival di Sanremo, potrebbe infatti rinunciare a rappresentare il Paese in Svizzera, lasciando spazio a scenari inattesi.
La questione è emersa pochi giorni dopo la vittoria all’Ariston, quando il cantante genovese, ospite di Alessandro Cattelan nella trasmissione Stasera c’è Cattelan, ha ammesso di non aver ancora deciso se partecipare all’Eurovision. «A maggio c’è il mio tour, sold-out da un botto di tempo», ha spiegato Olly, sottolineando come gli impegni già fissati rischino di entrare in conflitto con le date della kermesse canora. Pur riconoscendo l’importanza dell’evento, il cantante ha lasciato intendere che la decisione non sarà semplice, alimentando dubbi e speculazioni.
Se Olly dovesse rinunciare, il testimone passerebbe a Lucio Corsi, secondo classificato a Sanremo, che potrebbe così diventare il volto italiano a Basilea. Una soluzione che, sebbene prevista dal regolamento, rischia di creare malumori tra i fan, già divisi tra chi invoca un ritorno di Gabry Ponte con il brano Tutta l’Italia e chi spera in un ripensamento dello stesso Olly. Intanto, sui social e nei forum dedicati, il dibattito infuria, con migliaia di utenti che si interrogano su chi sarà a rappresentare l’Italia in un contesto internazionale così rilevante.
La situazione, oltre a mettere in luce le difficoltà logistiche degli artisti, riporta l’attenzione su un tema più ampio: la gestione degli impegni post-Sanremo e il peso che l’Eurovision rappresenta per i vincitori. Se da un lato l’evento offre visibilità globale, dall’altro impone un carico di lavoro non indifferente, spesso in conflitto con progetti già avviati. Olly, che ha conquistato il pubblico con la sua genuinità e il suo stile, si trova così a dover bilanciare il rispetto per i fan e per l’Eurovision con la necessità di onorare impegni presi in precedenza.




