Go!2025: potenziati i trasporti per una capitale europea della cultura sostenibile

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A partire dall’8 febbraio, Gorizia e Nova Gorica, designate capitale europea della cultura 2025, inaugureranno una nuova era di connessioni, non solo culturali ma anche logistiche. Come annunciato dalla Fondazione FS Italiane di Trieste, il potenziamento dei trasporti pubblici, sia ferroviari che automobilistici, rappresenta uno dei pilastri del progetto Go!2025, finalizzato a rendere l’evento accessibile a tutti in un’ottica di sostenibilità. Tra le novità, spicca il ripristino del treno ETR 252 "Arlecchino", che permetterà ai visitatori di raggiungere Gorizia in modo efficiente e rispettoso dell’ambiente.

La scelta di Gorizia e Nova Gorica come capitale europea della cultura non è casuale. Le due città, divise per decenni da un confine fisico e ideologico, rappresentano oggi un simbolo di unità e riconciliazione. Gorizia, con i suoi mille anni di storia, e Nova Gorica, sorta nel 1947 come "vetrina" del socialismo jugoslavo voluta da Tito, sono state a lungo separate da un muro che, dopo l’ingresso della Slovenia nell’Unione Europea nel 2004, è stato abbattuto. Questo riconoscimento culturale sancisce un percorso di integrazione che va oltre le divisioni del passato, trasformando un’area un tempo contesa in un laboratorio di coesione.

Tuttavia, l’inaugurazione di sabato 8 febbraio non vedrà la presenza di alcune figure chiave come Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, e Raffaele Fitto, commissario europeo per la politica regionale e di coesione. Il sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, ha confermato l’assenza dei due rappresentanti, pur sottolineando il valore simbolico dell’evento, che segna la prima capitale europea della cultura transfrontaliera.

La storia di queste due città è intrecciata con quella del confine che le ha divise. Fino a pochi decenni fa, il passaggio tra Gorizia e Nova Gorica era un’esperienza carica di tensioni, come ricordano molti testimoni dell’epoca. I controlli rigorosi, le guardie armate e i cani lupo erano parte di un quotidiano fatto di diffidenza e separazione. Oggi, quel confine è solo un ricordo, e le due città si preparano a celebrare insieme un futuro di collaborazione e scambio culturale.

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