Ryanair cambia politica sui bagagli a mano, ma la guerra con l’Ue resta aperta
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Redazione Economia
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La questione dei bagagli a mano, da anni al centro di polemiche tra compagnie aeree e passeggeri, torna a far discutere dopo l’annuncio di Ryanair di ampliare le dimensioni consentite per gli zaini trasportabili in cabina. Una mossa che, se da un lato sembra rispondere alle critiche sui costi aggiuntivi imposti nel tempo, dall’altro non placa il confronto con le nuove direttive europee, che mirano a garantire almeno un bagaglio gratuito incluso nel prezzo del biglietto.
La low cost irlandese, nota per le sue politiche rigorose, ha comunicato che permetterà di imbarcare senza supplementi uno zaino più grande rispetto al passato, purché venga riposto sotto il sedile. Un cambiamento che, seppur significativo, non equivale alla concessione del "doppio bagaglio" previsto dalla proposta Ue, che include anche un trolley fino a 7 kg e 100 cm di dimensioni complessive. Le compagnie, Ryanair in testa, continuano a opporsi a questa misura, sostenendo che comporterebbe un inevitabile aumento dei prezzi dei voli.
Intanto, l’Unione Europea insiste sulla necessità di uniformare le regole, eliminando le ambiguità che spesso costringono i viaggiatori a pagare supplementi all’imbarco per bagagli ritenuti troppo grandi. La direttiva, ancora in fase di definizione, punta a tutelare i passeggeri da pratiche commerciali opache, obbligando le compagnie a includere nella tariffa base almeno un bagaglio a mano di dimensioni minime prestabilite.
La battaglia, dunque, è solo rinviata. Mentre Ryanair e altre low cost cercano di trovare un compromesso tra flessibilità e profitti, l’Ue spinge per una standardizzazione che riduca i conflitti al gate. Quel che è certo è che, in assenza di un accordo, i biglietti potrebbero subire rincari, con le compagnie costrette a scaricare sui passeggeri i costi aggiuntivi derivanti da normative più stringenti.




