Pogacar attacca, Vingegaard resiste. E Remco? La sfida si infiamma al Delfinato
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Redazione Sport
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Se ieri la domanda era cosa succede a far arrabbiare Tadej Pogacar, battendolo a cronometro, oggi la risposta è arrivata con i fatti. Lo sloveno, che al Criterium du Dauphiné ha portato lo stesso animus pugnandi del Tour de France, ha replicato alle provocazioni della Visma-Lease a Bike con una dimostrazione di forza nella tappa più attesa. Non accontentandosi di seguire le ruote di Jonas Vingegaard, suo storico rivale, ha preferito lanciarsi in un attacco solitario sull’ultima salita, recuperando uno a uno i fuggitivi per poi chiudere con 14 secondi di vantaggio sul danese. Un messaggio chiaro, quello della Uae Emirates, che ora vede il suo capitano a un passo dalla vittoria finale.
La Visma, dal canto suo, non ha rinunciato alla sua strategia aggressiva. Già dal primo giorno ha imposto ritmi elevatissimi, e oggi, sulla Croix de Fer, ha tirato la discesa "con il coltello fra i denti", come si suol dire. Un approccio che alcuni potrebbero definire eccessivo, ma che rivela una precisa volontà: mettere sotto pressione il campione del mondo prima del grande appuntamento di luglio. Vingegaard, pur cedendo sul finale, ha dimostrato di essere in crescita, confermandosi l’unico in grado di reggere, almeno in parte, il passo di Pogacar.
E Remco Evenepoel? Il belga, altro grande favorito per il Tour, sembra ancora in cerca della condizione ottimale. Se nelle tappe precedenti aveva mostrato qualche incertezza, oggi ha limitato i danni senza però riuscire a contrastare i due big. La domanda ora è se, nell’ultima frazione tra Val-d’Arc e il Plateau du Mont-Cenis, troverà lo spunto per lanciare un assalto decisivo. Il percorso, con sei gran premi della montagna e un finale in costante ascesa, potrebbe offrirgli l’occasione. Ma Pogacar, che cerca il poker di vittorie, non sembra intenzionato a lasciare spazio.




