Pogacar, il delfino giallo che sogna il Tour: domina il Dauphiné e sfiora quota 100

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Tadej Pogacar non si accontenta di vincere: vuole farlo con un’autorità che lasci poco spazio alle interpretazioni. Nella settima tappa del Criterium du Dauphiné, tra Grand-Aigueblanche e Valmeinier, lo sloveno della Uae Emirates ha scelto la via più spettacolare, quella del distacco, invece di affidarsi a un arrivo in volata. Con un attacco sull’ultima salita, ha rimontato i fuggitivi uno dopo l’altro, per poi staccare Jonas Vingegaard – il rivale storico, reduce da un grave incidente pochi mesi fa – e tagliare il traguardo con 14 secondi di vantaggio. Un messaggio chiaro, lanciato alla vigilia del Tour de France, che suona come un monito per chi pensa di contendergli il dominio.

Quella di ieri non è stata una vittoria qualsiasi, ma l’ennesima dimostrazione di forza in una corsa che Pogacar sta plasmando a sua immagine. Dopo aver già conquistato la sesta tappa, lo sloveno ha consolidato il primato in classifica generale, portando il margine su Vingegaard a 1’01”. Un divario che, nell’ultima tappa odierna tra Val d’Arc e Plateau du Mont Cenis, potrebbe persino aumentare. Il percorso, con sei Gran Premi della Montagna – tra cui il durissimo Col du Mont-Cenis (9,6 km al 6,9%) – sembra cucito addosso a un corridore come lui, capace di alternare potenza e tecnica sulle salite più impervie.

Vingegaard, dal canto suo, ha provato a resistere, ma i segnali di affaticamento sono emersi quando Pogacar ha alzato il ritmo. Il danese, che quest’anno ha dovuto fare i conti con un lungo stop forzato dopo l’incidente al Basque Tour, sembra ancora lontano dalla condizione ideale. Eppure, la sua presenza in questa competizione è già di per sé un risultato, considerando i timori per la sua carriera dopo lo spaventoso schianto. Remco Evenepoel, altro favorito, è rimasto ai margini della lotta, confermando che la sfida per il Tour si giocherà soprattutto tra lo sloveno e il danese.

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