Elezioni Usa, Harris e Trump fanno gli italiani, la sfida dei mercati la vincerà il debito?

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Alla vigilia delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti, che vedono contrapporsi il tycoon repubblicano Donald Trump e la vicepresidente democratica Kamala Harris, l'attenzione globale è rivolta non solo agli esiti geopolitici ma anche alle ripercussioni finanziarie. I sondaggi nazionali indicano un testa a testa tra i due candidati, alimentando l'incertezza tra gli analisti di mercato.

Dal 1957 a oggi, tutti i presidenti Usa eletti hanno fatto crescere mercati ed economia nelle prime fasi del loro mandato, ad eccezione del primo di George W. Bush. Tuttavia, la sfida attuale si distingue per le promesse di entrambi i candidati di aumentare le spese e il debito pubblico, una prospettiva che preoccupa non solo gli elettori americani ma anche gli osservatori internazionali.

Le imprese italiane, in particolare quelle delle Marche, vivono con trepidazione l'attesa del voto. L'export verso gli Stati Uniti rappresenta una fetta significativa del loro fatturato, con oltre il 9% dei prodotti destinati all'estero che trovano mercato oltreoceano. Nel 2023, nonostante un calo di quasi un terzo rispetto all'anno precedente, il valore dei prodotti marchigiani venduti negli Usa ha superato 1,8 miliardi di euro. La preoccupazione principale riguarda i dazi, un termine ricorrente nei programmi elettorali, soprattutto di Trump.

Karsten Junius, Chief Economist di J. Safra Sarasin, individua cinque scenari elettorali per i mercati finanziari: una vittoria dei repubblicani, una presidenza Trump con un congresso diviso, una vittoria di Kamala Harris, una presidenza Harris con Congresso diviso e infine elezioni contestate.

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