007 First Light, il budget da blockbuster e i sette anni di sviluppo che hanno reso il gioco un caso
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Copenaghen. Non è una pellicola con Daniel Craig né un’operazione nostalgia targata Broccoli, ma a guardare i numeri, messi nero su bianco dai media danesi, viene quasi da pensarlo.
La televisione di Stato, insieme ad altre fonti vicine alla software house, ha infatti aperto i libri contabili di quella che è probabilmente la produzione più mastodontica mai realizzata nel paese scandinavo, parliamo ovviamente di “007 First Light”, l’ultima fatica di IO Interactive. gamesource +3
Sette anni, è questo il tempo che il team – lo stesso che aveva ridisegnato i contorni dell’Agente 47 in Hitman – ha impiegato per dare forma a questa avventura spionistica, un lasso temporale che da solo basterebbe a raccontare le ambizioni (e le difficoltà) incontrate lungo il percorso.
Ma è il dato economico, però, a fare davvero rumore: 1,3 miliardi di corone danesi, una cifra che, convertita, sfiora i 174 milioni di euro, toccando quasi i 200 milioni di dollari. gamesource +3
Un budget, quest’ultimo, che tradisce una volontà precisa, quella cioè di competere testa a testa con i colossi dell’intrattenimento globale, lì dove spesso i tentativi di adattare un brand cinematografico al mondo pixelloso sono miseramente naufragati sotto il peso di licenze costose e sviluppo approssimativo. multiplayer +3
Il responso delle emittenti e il mistero del marketing
DR e TV 2, due colossi dell’emittenza pubblica danese, hanno battuto la notizia quasi all’unisono, confermando che lo studio non ha badato a spese per assicurarsi il ritorno dell’agente segreto più famoso del mondo.
Non si tratta ovviamente di comunicati ufficiali firmati da IO Interactive – il silenzio dello studio, a riguardo, è ancora plastico – ma l’autorevolezza delle fonti e la loro vicinanza al distretto creativo danese rendono le cifre più che verosimili. multiplayer +3
C’è un dettaglio, però, che rimane avvolto nell’ombra e che gli analisti del settore stanno già cercando di decifrare: quei 174 milioni includono o meno le spese di marketing?
Nel silenzio generale, la domanda resta sospesa, perché se così non fosse, e se a quelle vanno aggiunte le campagne pubblicitarie e i piani promozionali, il conto finale potrebbe subire una preoccupante ritocca al rialzo, avvicinandosi pericolosamente ai costi degli ultimi cine-panettoni di Hollywood.
Un azzardo, insomma, che però – almeno stando ai primi numeri di vendita – sembra aver pagato. smartworld +3
Valhalla Protocol, il primo assaggio del post-lancio
Mentre i riflettori sono puntati su questi budget astronomici, IO Interactive non si ferma e cerca già di mantenere alto l’hype attorno al prodotto.
Chi ha avuto la fortuna (o la pazienza) di completare l’intricata campagna principale, ha infatti notato qualcosa di nuovo nel menu principale: un annuncio pubblicitario in-game che anticipa i primi contenuti aggiuntivi.
Si chiama “Valhalla Protocol” e si presenta come una missione inedita destinata a rivoluzionare il TacSim, vale a dire la modalità sfida del titolo. tuttotech +3
E se c’è un dettaglio che ha stuzzicato i più attenti, è la presenza di una Aston Martin potenziata, quella stessa che faceva capolino durante alcune sequenze della storia principale e che ora, a quanto pare, diventerà il vero cavallo di battaglia (o meglio, il bolide) di questo update. Un modo, questo, per allungare la vita del prodotto e rispondere a chi critica la longevità del comparto single player. multiplayer +3
Le briciole ai fratelli digitali
C’è una lezione, in questa operazione, che sembra andare controtendenza rispetto alla tradizione malata dell’industria.
Chi frequenta le sale giochi virtuali lo sa bene: i giochi legati a film o a grandi licenze sono spesso trappole mortali, prodotti realizzati con lo stampino dove il budget viene bruciato interamente per accaparrarsi i diritti del volto dell’attore di turno, lasciando agli sviluppatori – poveri cristi – soltanto le briciole per costruire un’architettura ludica dignitosa.
Qui, con “007 First Light”, sembra accadere esattamente l’opposto. smartworld +3
Nonostante la mole di denaro spaventosa, la sensazione è che i soldi siano finiti (quasi tutti) davvero dentro lo schermo, tra le pieghe di uno sviluppo durato sette lunghi anni. Un investimento che, almeno per ora, ha restituito un prodotto solido, anche se il vero banco di prova – come sempre accade per i giochi che si rispettano – sarà la capacità di reggere il peso del tempo e della concorrenza. multiplayer +3




