Fiorello smonta la gag su Amadeus e lancia Spollon e Arisa per il concertone
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
Il "meteo" delle indiscrezioni televisive cambia repentinamente quando c'è di mezzo Fiorello. Lo showman, nel corso dell'ultima puntata de "La Pennicanza", ha deciso di fare una brusca inversione a U, smentendo la notizia lanciata solo ventiquattr'ore prima. Se qualche giorno fa il nome di Amadeus al timone del Concertone del Primo Maggio sembrava una suggestione credibile, ora il conduttore ha chiarito che si trattava solo di una delle sue celebri gag, quelle che mescolano volutamente realtà e finzione per tenere il pubblico sempre in equilibrio tra la sorpresa e la risata. E così, spazzata via la pista che aveva fatto sognare i fan del conduttore abruzzese, ne ha inserita un'altra destinata a far discutere gli addetti ai lavori.
Lo scoop in diretta e l’identikit del conduttore biondo
Nel corso dell'episodio andato in onda su Radio 2, e condotto insieme a Fabrizio Biggio, Fiorello ha deciso che era giunto il momento di dire la sua, senza più troppi giri di parole: “Vi dico due nomi: Pierpaolo Spollon e Arisa!”. L'annuncio, che ha spiazzato anche i suoi stessi autori per la tempistica, è arrivato dopo un lungo preambolo in cui lo showman aveva disegnato l'identikit del presunto sostituto: un attore bello, biondo, con un cognome che inizia per "s" e finisce per "on". Praticamente un indizio semplice, quasi banale per chi segue le fiction Rai, ma sufficiente a scatenare il tam tam sui social. Spollon, volto noto al grande pubblico per ruoli in serie di successo come "Doc – Nelle tue mani" e "Blanca", si ritroverebbe così proiettato su un palco enorme, quello di Piazza San Giovanni, che poco ha a che vedere con i set cinematografici.
Da L’Espresso a Radio 2, la conferma (quasi) ufficiosa
In realtà, prima ancora che Fiorello mettesse becco, i primi a sollevare il velo sulla possibile coppia era stato il settimanale "L'Espresso". La loro indiscrezione, però, galleggiava ancora nel limbo delle voci non verificate, e aveva bisogno di una scintilla per diventare argomento nazionale. A innescare l'incendio ci ha pensato proprio il comico siciliano, che – con la consueta faccia tosta – ha aggiunto un dettaglio non da poco: “Chi me lo ha detto? Ovviamente qualcuno che mi ha chiesto di non dirlo…”. Un paradosso, il suo, che getta una luce ironica sul meccanismo stesso del gossip televisivo, dove il segreto è spesso solo un modo per amplificare il messaggio. La notizia, inoltre, trova riscontri pratici anche dal punto di vista logistico: Arisa, reduce dall'ennesima partecipazione sanremese con "Magica favola", ha già dimostrato di sapersi muovere agilmente tra musica e intrattenimento, forte delle collaborazioni con la tv pubblica. Dall'altra parte, Spollon porterebbe sul palco un'immagine più giovane e pulita, in linea con la narrativa di un evento che, sebbene sia una festa sindacale, deve pur sempre fare i conti con l'audience televisiva.
Il siparietto Sal Da Vinci e l’assenza di certezze contrattuali
Non poteva poi mancare l’immancabile tormentone del momento, vale a dire il finto Sal Da Vinci. Nella puntata, lo showman ha inscenato il solito esilarante collegamento con il cantante (ovviamente falso), ormai presenza costante e assurda in ogni dibattito radiofonico, quasi fosse un marchio di fabbrica dell’umorismo surreale di Fiorello. E proprio mentre l’attenzione si concentra su questi due nomi eccellenti, è doveroso ricordare che il cast musicale, intanto, si sta arricchendo di artisti pesanti: da Riccardo Cocciante ai Litfiba (nella formazione storica con Piero Pelù), fino ai Ditonellapiaga e Frah Quintale. Resta tuttavia il grande punto interrogativo sui contratti: nonostante l’eco mediatica, non è chiaro se Arisa e Spollon abbiano già firmato o se si tratti ancora di una trattativa in corso, anche se gli ambienti vicini all’organizzazione danno per scontato il lieto fine. La macchina organizzativa, intanto, è in moto per l’edizione 2026, dedicata al tema del “Lavoro dignitoso” nell’era dell’intelligenza artificiale, e chissà che il tam tam di Fiorello non serva proprio a sbloccare gli ultimi intoppi burocratici.




