“Sal ha vinto dopo 13 bocciature”, la battuta di Fiorello a Sal Da Vinci e la parodia di “Per sempre sì” con Biggio

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il Festival di Sanremo si è concluso solo sulla carta, perché l’eco delle polemiche, dei commenti e delle canzoni continua a rimbalzare tra radio e televisioni, e a La Pennicanza, il programma di Fiorello in onda su Rai Radio2, non potevano certo esimersi dal celebrare il trionfo di Sal Da Vinci. Il vincitore della kermesse, che ha portato a casa la vittoria con il brano “Per sempre sì” al termine di una settimana che lo ha visto crescere di serata in serata, è stato infatti il protagonista indiscusso della puntata di lunedì 2 marzo, collegato in videochiamata con lo showman siciliano e con Fabrizio Biggio. L’atmosfera, come sempre, era all’insegna dell’ironia spensierata e della presa in giro affettuosa, quella che Fiorello sa dosare con maestria da una vita.

L’irriverente bentornato a Sal Da Vinci e l’affondo sui Jalisse

Fiorello, che con la sua trasmissione aveva già anticipato e spoilerato gran parte delle vicende sanremesi nei giorni precedenti, ha aperto le danze con una battuta fulminante sulle travagliate vicende artistiche del cantante napoletano. “Sal ha vinto dopo ben 13 bocciature”, ha esordito lo showman, scatenando l’ilarità in studio, per poi aggiungere una stoccata popolare e salace: “Sapete a Napoli come lo chiamavano? ‘O Jalisso’!”. Un riferimento, quest’ultimo, al celebre duo che ha partecipato a Sanremo per ben due volte, e che nelle ultime ore è tornato prepotentemente alla ribalta proprio per via di un altro siparietto, quello in cui Fiorello, vestendo i panni di Al Bano, raccontava di aver trovato i Jalisse sotto casa di Stefano De Martino, il neo designato conduttore del Festival per il 2027. Un intreccio di citazioni e autocitazioni, insomma, che ha reso il momento ancora più gustoso per gli ascoltatori.

Sal Da Vinci, visibilmente divertito, ha risposto con la stessa verve, raccontando a sua volta un aneddoto legato al suo look e alla serata finale. “Il papillon gigantesco? Mi ha portato bene”, ha ironizzato il cantante, che ha poi confermato a Fiorello l’onore e l’onere di rappresentare l’Italia all’Eurovision, aggiungendo un sentito ringraziamento a chi ha creduto in lui e lo ha votato, quasi a voler condividere un successo che definisce di tutti. L’intervista, se così vogliamo chiamarla, si è poi infiammata quando Sal Da Vinci ha lanciato un invito ufficiale allo showman: “A settembre festeggio i 50 anni dalla mia prima apparizione su un palco. Prometti che verrai a duettare con me?”. Fiorello, con la sua proverbiale rapidità, ha replicato con una battuta sul traffico e sulla difficoltà di arrivare a corso Francia, salvo poi concedersi e segnarsi l’appuntamento.

La parodia in versione “matrimonio napoletano” e la beffa del podio svelato

Ma il vero clou della puntata, quello che ha fatto il giro del web in poche ore, è stato il videoclip parodia di “Per sempre sì”, realizzato in perfetto stile Pennicanza. Fiorello e Fabrizio Biggio si sono trasformati in una improbabile coppia di sposi, lui in giacca e cravatta e lei, Biggio, vestito da classica sposa napoletana con tanto di parrucca e velo, pronti a dirsi il fatidico “sì” davanti a un prete d’eccezione, il maestro Enrico Cremonesi. Una scenetta esilarante, girata con quel gusto per la farsa e la mascherata che da sempre contraddistingue il varietà di Fiorello, che ha voluto così rendere omaggio al brano vincitore, calandolo in un contesto goliardico e popolare che nulla toglie, anzi, aggiunge fascino alla melodia.

E non è finita qui, perché Fiorello, nel corso della stessa trasmissione, ha voluto anche mettere a tacere – seppur con una delle sue gag – chi lo accusava di aver sbagliato tutte le previsioni sul podio. Convocando un finto notaio, Nocera, ha fatto aprire una busta sigillata che conteneva il vero podio della finale: Sal Da Vinci, Sayf e Ditonellapiaga. Un espediente comico per rivendicare, a posteriori, una presunta e profetica capacità di lettura del Festival, con tanto di postilla in cui si spiegava che, per non far nascere sospetti di combine, nei giorni precedenti avrebbero sparato a caso nomi come Fedez-Masini, Ditonellapiaga e Serena Brancale. Una beffa nella beffa, che conferma come Fiorello, anche a Festival concluso, resti il più abile e scanzonato animale da palcoscenico della radio e della televisione italiana.

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