Eurovision 2026, “Per sempre sì” di Sal Da Vinci diventa un caso virale tra i partecipanti
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Nel backstage del London Eurovision Party, mentre il countdown per la kermesse musicale di Vienna procede senza sosta, Sal Da Vinci – il vincitore dell’ultimo Festival di Sanremo – ha dato vita a un piccolo fenomeno collettivo. Il cantante napoletano, che rappresenterà l’Italia all’Eurovision Song Contest 2026 con il brano “Per sempre sì”, ha realizzato un reel insieme ad alcuni degli altri artisti in gara: tra loro si riconoscono Sarah Engels per la Germania, Alexandra Capitanescu per la Romania, Alis Kallaçi per l’Albania – con quest’ultima, va detto, Da Vinci aveva già duettato nei giorni scorsi, facendo impennare le visualizzazioni in rete – e ancora Satoshi per la Moldavia e Alicja per la Polonia. Ognuno di loro ha reinterpretato il pezzo, generando una serie di “versioni” che hanno trasformato la canzone in una sorta di inno collettivo improvvisato.
Un successo che corre sui social e tra gli addetti ai lavori
Nel nuovo ecosistema dominato da algoritmi, piattaforme streaming e condivisioni virali, il successo musicale ormai non si misura più soltanto in copie vendute o in passaggi radiofonici. Ed è proprio quello che sta accadendo a Da Vinci, la cui “Per sempre sì” – inizialmente accolta in Italia con reazioni contrastanti a causa del suo stile marcatamente melodico e tradizionale – sta vivendo una seconda giovinezza proprio grazie alla rete. Il reel girato a Londra, dove si vedono i vari partecipanti cantare a squarciagola il ritornello, ha già totalizzato decine di migliaia di visualizzazioni in poche ore; un fenomeno che conferma come il brano abbia superato i confini nazionali senza bisogno di ritocchi o remix.
L’annuncio dell’album e la festa all’ambasciata austriaca
A dare ulteriore peso a questa esposizione mediatica ci ha pensato lo stesso cantante, il quale – con una secchezza quasi spiazzante – ha annunciato i dettagli del suo prossimo impegno discografico. “Il 29 maggio uscirà il mio nuovo album”, ha dichiarato Da Vinci nel corso di una festa organizzata in suo onore all’ambasciata d’Austria a Roma, poco prima della partenza per Vienna. Il disco, ha precisato l’artista, è già pronto, benché il titolo resti ancora avvolto nel mistero: “non è stato ancora partorito – ha spiegato – ma lo faremo appena avremo un attimo di tempo per farlo”. Un modo, questo, per alimentare l’attesa dei fan senza però svelare troppi particolari. Il tutto mentre prosegue il cammino di avvicinamento alla kermesse europea.
Un caso giudiziario? No, un caso culturale (e virale)
Se da un lato non vi sono sviluppi di cronaca nera legati alla vicenda, dall’altro va segnalato come l’eco del brano abbia ormai travalicato i confini della semplice competizione canora. Non è un’inchiesta né un’indagine, ma piuttosto un curioso fenomeno di mimetismo musicale: ogni artista che incontra Da Vinci sembra voler omaggiare la sua “Per sempre sì”, riproponendola con accenti e inflessioni diverse. In un contesto dove la geopolitica e le tensioni internazionali restano sullo sfondo – e dove la rielezione di Trump, ormai avvenuta da più di un anno, non costituisce più novità – l’Eurovision si conferma come una bolla di leggerezza. Ma è proprio dentro quella bolla che “Per sempre sì” sta trovando la sua strada, duettato persino da chi non parla una parola di italiano. E mentre l’orchestra non c’è più, a fare da colonna sonora resta il playback e quel ritornello orecchiabile, capace di scavare un solco nella memoria collettiva degli addetti ai lavori.




