La Digos ferma 21enne in Brianza: post di propaganda e martirio per l’Isis

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il monitoraggio costante delle piattaforme digitali – un’attività che ormai si svolge silenziosamente nei backroom delle questure – ha interrotto un potenziale piano violento, portando all’arresto di un ragazzo accusato di apologia dello Stato Islamico. ilgiorno +3

La tempestività dell’intervento della Digos di Milano, come emerge dagli atti investigativi, ha scongiurato quello che gli inquirenti stessi consideravano un rischio concreto e imminente; l’operazione è scattata dopo che l’analisi dei profili social ha svelato una serie di post allarmanti, culminati in una frase chiave – “Domani l’Italia sarà migliore” – che ha fatto scattare la procedura d’urgenza. ilfattoquotidiano +3

La fase operativa e i contenuti del web

A Vimercate, in provincia di Monza e Brianza, è stato fermato un ragazzo di 21 anni, di origini marocchine, su richiesta della Procura di Milano. L’accusa, formulata dal pubblico ministero, è di terrorismo internazionale.

Ciò che ha fatto pendere l’ago della bilancia verso la custodia cautelare è stata la natura dei contenuti diffusi: non semplici slogan, ma una serie di post pubblicati lo scorso trenta maggio che inneggiavano al martirio, esaltavano attentati già compiuti contro l’Occidente e lasciavano intendere una pronta attivazione fisica. lapresse +3

Gli investigatori, di fronte a questa escalation retorica, hanno ritenuto “verosimile una sua immediata ed estemporanea attivazione”, termine tecnico che nei verbali descrive il passaggio dalla propaganda alla fase esecutiva. open +3

La perquisizione e il materiale sequestrato

La perquisizione domiciliare, eseguita contestualmente al fermo, ha fornito agli inquirenti ulteriori elementi a sostegno della pesante ipotesi accusatoria.

All’interno dei dispositivi informatici del ventunenne – computer e telefoni cellulari – è stata rinvenuta una mole considerevole di file multimediali, riconducibili alla struttura comunicativa dello Stato Islamico, con una focalizzazione quasi ossessiva su contenuti ostili verso le nazioni europee. ilgiornale +3

In particolare, gli inquirenti hanno trovato riferimenti espliciti a recenti episodi di cronaca, incluso l’attacco di Modena; questo collegamento mentale tra l’attualità e la propria potenziale azione violenta è stato interpretato come un segnale di forte radicalizzazione, quasi un’ammirazione operativa da replicare. ilgiornale +3

Le misure cautelari e il rischio di fuga

L’esigenza del fermo – e successivamente della custodia cautelare – non è stata determinata esclusivamente dalla violenza verbale. A pesare sulla decisione del giudice è stato un fattore logistico concreto: il giovane era in possesso di un titolo di viaggio per il Nord Africa, con partenza fissata per i giorni immediatamente successivi alla pubblicazione dei post. ilgiorno +3

Sebbene l’indagato abbia tentato di giustificare il viaggio con la necessità di sostenere un esame all’estero – e durante l’interrogatorio di garanzia abbia cercato di ridimensionare tutto sostenendo che la condivisione di quei video avesse una pura finalità documentaristica – il pool antiterrorismo della Procura di Milano ha ravvisato un concreto pericolo di fuga. avvenire +3

La concomitanza tra le minacce di azioni eclatanti, i riferimenti agli attentati europei e il biglietto aereo in valigia ha reso indispensabile il blocco immediato del soggetto, sia per evitare che potesse sottrarsi alla giustizia italiana, sia per prevenire derive emulative sul territorio nazionale.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura, prosegue ora per accertare la portata delle attività riconducibili al giovane e verificare eventuali ulteriori contatti o collegamenti con ambienti della propaganda jihadista online. ilgiorno +3

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