Il macabro pellegrinaggio di Ocone dopo la strage di Paupisi
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Redazione Interno
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La cronaca nera di Paupisi, un paese in provincia di Benevento, ha raggiunto un orrore quasi inesprimibile, che va oltre la dinamica di un delitto per entrare in un territorio di follia e macabra devozione. Salvatore Ocone, un agricoltore di 58 anni che ha confessato il pluriomicidio, dopo aver ucciso a colpi di pietra la moglie Elisa Polcino e il figlio quindicenne Cosimo, e aver gravemente ferito la figlia sedicenne Antonia, ha compiuto un gesto che congela il sangue. Invece di darsi alla fuga, ha caricato i corpi senza vita del ragazzo e la giovane figlia, ancora in agonia, sulla propria auto, dirigendosi verso una chiesa che per lui era un rifugio abituale durante le crisi depressive.
Un pellegrinaggio agghiacciante verso un luogo sacro
Quel luogo di culto, che in passato aveva offerto un precario sollievo alla sua mente tormentata, è diventato la muta testimone di una scena indecifrabile. Ocone, completamente coperto di sangue, si è recato in quel suo "posto sicuro" accompagnato dalle vittime della propria furia. Questo gesto getta una luce spettrale sulla sua percezione distortissima della realtà, al punto che, come ricostruito dagli inquirenti, "non si è reso conto che il figlio era morto e che la figlia era viva". All'interno della chiesa sono state rinvenute tracce ematiche, a sigillare la profanazione.
L'arresto in Molise e le indagini in corso
Dopo questa sosta, l'uomo ha ripreso la guida per attraversare i confini regionali e rifugiarsi in Molise, dove è stato successivamente tratto in arresto. La misura cautelare è stata convalidata e Ocone resta in carcere, mentre la procura di Benevento procede con le indagini. Per i corpi di Elisa e Cosimo sono state disposte le autopsie, che si terranno nella prossima settimana.
I funerali e il lutto cittadino
Solo al termine degli accertamenti sarà possibile celebrare i funerali, la cui organizzazione è stata presa in carica dall'unico figlio scampato alla furia paterna, Mario Ocone. Egli ha espresso la volontà che madre e fratello vengano commemorati con una cerimonia congiunta. Per decisione del sindaco Salvatore Coletta, nel giorno del loro ultimo viaggio sarà proclamato il lutto cittadino.




