L'Europa League passa dal Dall'Ara, tra i dubbi di Italiano e la solidità ritrovata della Roma di Gasperini

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La vigilia del primo atto degli ottavi di finale di Europa League regala spunti di riflessione che vanno ben oltre il semplice derby italiano, quello che giovedì sera metterà di fronte Bologna e Roma sul terreno del Dall'Ara. Nella consueta conferenza stampa di presentazione, il tecnico rossoblù Vincenzo Italiano prova a gettare acqua sul fuoco di un entusiasmo che, però, nell'ambiente felsineo torna a crescere dopo un percorso europeo comunque dignitoso, se si esclude qualche battuta a vuoto in campionato. “Ci sono questi ottavi da giocare e poi ancora dieci gare di serie A”, ha tagliato corto l’allenatore, quasi a voler scansare l’onda delle aspettative. Eppure, l’analisi dell’avversario, quella Roma che Gian Piero Gasperini ha plasmato a sua immagine e somiglianza, è stata precisa e dettagliata: “Stanno bene, difendono bene, prendono pochi gol. Davanti hanno trovato in Malen un elemento che sta facendo molto bene”. Parole, queste di Italiano, che fotografano una squadra, quella giallorossa, capace di subire meno rispetto al passato, un aspetto, quest’ultimo, su cui si è soffermato anche il portiere Mile Svilar. “Penso sia un caso”, ha dichiarato il belga a proposito di questa ritrovata solidità difensiva, “pensiamo sempre solo a segnare il più possibile e subire di meno. È un momento, miglioreremo”.

L’abbraccio di Svilar a Kinsky e le scelte obbligate in attacco

C’è un aspetto, nella vigilia romanista, che va al di là dei moduli e delle probabili formazioni, ed è il senso di appartenenza e di umanità che traspare dalle parole del proprio estremo difensore. Mile Svilar, interpellato sulla prestazione sfortunata di Antonin Kinsky, il portiere del Tottenham travolto dalle critiche dopo le due papere nel match contro l’Atletico Madrid, non ha esitato un istante a mandargli un messaggio di sostegno. “Gli ho già scritto su Instagram”, ha confessato il numero uno giallorosso, “sono cose che succedono, quando un errore lo facciamo noi portieri poi prendiamo gol, è un peccato, ma deve andare avanti con forza”. Un pensiero, quello di Svilar, che affonda le radici nella memoria personale, in quell’errore in Champions League con la maglia del Benfica otto anni fa, una ferita che, come ha spiegato lui stesso, ha richiesto tempo per rimarginarsi. “Ci vuole un po’ per dimenticare”, ha aggiunto, quasi a voler tracciare un parallelismo tra la sua esperienza e quella del giovane collega, in un gesto di fair play che raramente si trova nelle dichiarazioni di circostanza.

Sul fronte prettamente tattico, la Roma arriva all’appuntamento con diverse defezioni pesanti. Lo squalificato Gianluca Mancini si aggiunge a una lista infortuni che priva Gasperini di elementi chiave come Paulo Dybala, Artem Dovbyk e il giovane Evan Ferguson, senza dimenticare Matias Soulé. Una situazione di emergenza che, però, potrebbe essere parzialmente tamponata dal rientro di Mario Hermoso in difesa e, soprattutto, dalla possibilità di schierare finalmente i due acquisti di gennaio, Donyell Malen e Bryan Zaragoza, sin qui esclusi dalle competizioni europee per motivi di lista. Ed è proprio Malen, come sottolineato da Italiano, il nuovo pericolo pubblico numero uno per la difesa rossoblù. Davanti a sé, l’ex Borussia Dortmund troverà una squadra, quella bolognese, che deve fare i conti con la stanchezza di Santiago Castro, reduce da una serie di impegni consecutivi. Al suo posto, l’ipotesi più accreditata vede Thijs Dallinga pronto a guidare l’attacco, supportato sulle fasce da Federico Bernardeschi e Jonathan Rowe. A centrocampo, Tommaso Pobega scalpita per una maglia da titolare, andando a comporre un reparto che dovrà fare da schermo contro le incursioni di un centrocampo giallorosso che, con Cristante e Koné, cerca geometrie e fisicità.

Il peso di una stagione e la direzione di gara tedesca

Per il Bologna, questa doppia sfida rappresenta un crocevia dal valore quasi esistenziale. Italiano, che pure ha un contratto fino al 2027, sa bene che un’eliminazione prematura potrebbe gettare ombre sul suo futuro e su una classifica di campionato che, al momento, non regala grandi certezze. “È presto per giudicare”, ha ripetuto, ma nel mondo del calcio le valutazioni sono spesso immediate e legate ai risultati. Dall’altra parte, Gasperini, forte dell’esperienza maturata all’Atalanta dove ha imparato a gestire le notti europee con la consueta aggressività, si affida al suo credo: “Temo la Roma in toto”, ha detto quasi scherzando Italiano, consapevole che la macchina organizzativa del Gasp non lascia nulla al caso. La verità è che entrambe le squadre si giocano molto più di un semplice passaggio del turno: in palio c’è la credibilità di un intero movimento, quello italiano, chiamato a risollevarsi dopo i recenti ko in Champions League.

A vigilare sulla contesa, la UEFA ha designato una squadra arbitrale completamente tedesca, diretta da Sven Jablonski, fischietto di Brema con esperienze in Bundesliga e nelle coppe, coadiuvato al VAR da Bastian Dankert. Una scelta, questa, che sottolinea l’importanza del match, un derby italiano inedito sui palcoscenici internazionali, ma che mantiene intatte le sue asperità tecniche e tattiche. Si gioca alle 18.45, in diretta su Sky Sport e in streaming su NOW, con la speranza, per i tifosi, che la serata regali emozioni all’altezza di una competizione che, nonostante le difficoltà, resta l’ultimo baluardo europeo per le nostre rappresentanti. Perché, come ha ricordato Svilar, “le notti europee danno sempre emozioni speciali”, e allora che sia proprio questa, per una delle due, la notte della svolta.

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