Europa League, il Bologna vince a Bergen: Italiano si gode Castro e lancia la sfida al Dall'Ara
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Redazione Sport
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Il manto erboso del Brann Stadion, un tappeto di zolle irregolari che più che un campo da calcio sembrava un terreno di battaglia, non ha impedito al Bologna di portare a casa un risultato pesante. La squadra di Vincenzo Italiano, con una prestazione solida e cinica, ha sbancato la Norvegia grazie a un lampo del suo giovane attaccante, Santiago Castro, che al nono minuto ha deciso l’andata dei playoff di Europa League. Una vittoria di misura, quella per 0-1, che sa tanto di dichiarazione d'intenti per i rossoblù, bravi ad adattarsi a condizioni proibitive senza mai perdere la bussola.
È stato lo stesso tecnico, al termine della gara, a sottolineare l'importanza di aver interpretato la partita con la giusta maturità, lontani dalle loro abitudini di gioco. “Ci siamo adeguati alle condizioni del campo”, ha spiegato Italiano, lasciando intendere come la priorità fosse evitare rischi inutili e portare a casa un vantaggio prezioso in vista del ritorno. La consapevolezza, del resto, era quella di trovarsi di fronte a un ostacolo insidioso, e la risposta dei ragazzi, secondo l'allenatore, è stata encomiabile sotto il profilo dell'unione e della concentrazione. Una gestione oculata della gara, la loro, che ha permesso di soffrire quando necessario e di colpire quando se n'è presentata l'occasione.
Il “fame” di Castro e il problema casalingo
Se c'è un nome che riecheggerà nei corridoi di Casteldebole nelle prossime ore, quello è senza dubbio Santiago Castro. Il suo sinistro a incrociare, partito da posizione defilata, non solo ha regalato la vittoria, ma ha offerto a Italiano lo spunto per tracciare un ritratto eloquente del ragazzo. Parole che vanno oltre la semplice prestazione sportiva, toccando corde più profonde e personali. “Ha una caratteristica troppo importante per lo sport: ha fame”, ha dichiarato il mister con sincerità, dipingendo l'immagine di un giovane che vive di calcio in ogni momento della giornata, dagli allenamenti alle chiacchiere sul pullman, persino in autogrill. Un professionista esemplare, insomma, con cui è “un piacere avere a che fare” proprio per questa sua dedizione assoluta, una qualità che lo rende prezioso dentro e fuori dal campo.
Ma la notte norvegese, se da un lato regala sorrisi, dall'altro riaccende una piccola, personale fissazione per Italiano. Il tecnico, infatti, ha lanciato una sorta di sfida a sé stesso e ai suoi, parlando di una “maledizione” che sembra perseguitare il Bologna tra le mura amiche del Dall'Ara. “Speriamo adesso di espugnare anche il Dall’Ara”, ha scherzato, ma non troppo, dopo aver elogiato i suoi. Un dato, quello delle difficoltà casalinghe in campionato, che inevitabilmente stona con le ottime prestazioni in trasferta in Europa, e che rappresenta il prossimo, grande scoglio da superare per dare continuità alla rincorsa in classifica.
Il “campo di patate” e il muro Castellini
A rendere ancor più eroica l'impresa ci hanno pensato le condizioni del terreno di gioco, definite con ironia dallo stesso Italiano un “campo di patate” o “da battaglia”. Un'analisi condivisa dal terzino spagnolo Juan Miranda, che ha puntato il dito contro la Uefa, rea a suo dire di volere spettacolo senza poi garantire standard qualitativi adeguati per tutti i campi. “È dura giocare su campi così brutti”, ha tuonato Miranda, sottolineando come la vittoria acquisisca ancor più valore se conquistata in condizioni al limite della praticabilità. Una critica netta, la sua, che solleva un tema annoso nel calcio moderno, quello della disparità tra i grandi palcoscenici e le realtà più periferiche.
Nel frattempo, a Bologna, la vigilia era stata vissuta con la consueta partecipazione popolare. Il “Bar Carlino”, il salotto rossoblù allestito da Neri Pasticceria Caffetteria in via Saragozza, aveva fatto da cornice all'attesa, dimostrando quanto la città viva questi appuntamenti europei. Un legame, quello con la squadra, che sembra aver trovato un talismano nel portiere Castellini, il cui ricordo, quasi un muro invalicabile, porta bene ai colori felsinei. Ora l'appuntamento è per giovedì prossimo al Dall'Ara, dove il Bologna dovrà difendere il tesoretto di un gol per staccare il biglietto per gli ottavi di finale, conscio che la “maledizione” casalinga andrà esorcizzata proprio nel momento più importante.




