IPO Anthropic verso i 2mila miliardi: perdite e costi da record
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Redazione Economia
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Anthropic prepara una IPO che potrebbe portare la società sviluppatrice di Claude a una valutazione superiore ai 2mila miliardi di dollari, ma il prospetto destinato agli investitori mette contemporaneamente in luce la dimensione eccezionale delle perdite e degli impegni finanziari necessari per sostenere la corsa all’intelligenza artificiale. Nel 2025 la società ha registrato una perdita netta vicina a 42 miliardi di dollari, mentre gli impegni previsti per cloud, capacità di calcolo e altre infrastrutture raggiungono complessivamente 518 miliardi nei prossimi anni. Numeri che accompagnano una crescita rapidissima dell’attività e mostrano quanto capitale richieda lo sviluppo dei modelli AI più avanzati.
Ricavi moltiplicati per dodici, ma aumentano anche le perdite operative
La crescita commerciale è stata altrettanto fuori scala. I ricavi sono aumentati di dodici volte nell’arco di un anno, arrivando a circa 4,6 miliardi di dollari. Il risultato operativo racconta però l’altra faccia dell’espansione: escludendo gli oneri contabili collegati soprattutto ai precedenti round di finanziamento, la perdita ha raggiunto 8,06 miliardi, contro 2,98 miliardi dell’esercizio precedente. La sola spesa per capacità di calcolo è arrivata a 7,33 miliardi. Il forte aumento del fatturato si accompagna quindi a costi necessari per addestrare e utilizzare sistemi sempre più potenti che, almeno nella fase descritta dal prospetto, crescono su una scala superiore alle entrate generate dall’attività.
Una parte molto consistente del rosso netto ha però natura contabile e non corrisponde a denaro utilizzato direttamente per le operazioni aziendali. Circa 34 miliardi derivano infatti dall’aumento del valore stimato di passività finanziarie che potrebbero essere convertite in azioni. Alla fine di dicembre la società disponeva inoltre di 20,28 miliardi tra liquidità, equivalenti e investimenti a breve termine. Il documento segnala anche una forte concentrazione dei ricavi: quasi un quarto proveniva da appena due clienti, mentre molti dei maggiori utilizzatori non risultavano vincolati da contratti di lungo periodo e possono ridurre o interrompere la propria spesa.
La valutazione è più che raddoppiata in pochi mesi
La cifra ipotizzata per il collocamento segna un salto enorme rispetto alla valutazione attribuita alla società soltanto pochi mesi fa. A maggio un round da 65 miliardi aveva fissato il valore post-money a 965 miliardi di dollari; l’obiettivo indicato in vista dell’ingresso in Borsa è dunque più che doppio. Fondata nel 2021 e guidata da Dario Amodei, l’azienda aveva raccolto inizialmente 124 milioni e nel 2023 aveva lanciato Claude come concorrente diretto dei principali modelli linguistici già presenti sul mercato. Nel giugno di quest’anno ha presentato in via confidenziale la documentazione per la quotazione negli Stati Uniti, anticipando nella corsa ai mercati pubblici la rivale OpenAI.
Il calendario potrebbe portare il debutto oltre le elezioni statunitensi di Mid-term di novembre. Nel frattempo la società ha accelerato gli accordi necessari ad assicurarsi potenza di calcolo: ad agosto ha concordato una spesa da 45 miliardi di dollari in sei anni per utilizzare capacità cloud nel campus Nscale della West Virginia. A settembre è arrivato anche un contratto settennale da 11,6 miliardi con Akamai, accordo che può essere ampliato di altri 9 miliardi. Sono operazioni che aiutano a spiegare la dimensione degli impegni infrastrutturali indicati nel prospetto e la quantità di risorse necessarie per addestrare ed eseguire i sistemi di frontiera.
Nel prospetto 80 pagine dedicate ai rischi dell’intelligenza artificiale
Accanto ai conti, il documento dedica uno spazio eccezionalmente ampio ai possibili pericoli prodotti dalla stessa tecnologia su cui si basa il business. Circa 80 delle 261 pagine del corpo principale sono riservate ai fattori di rischio, contro 48 dedicate alla descrizione dell’attività. Tra gli scenari illustrati compaiono comportamenti di autopreservazione dei modelli, compresi tentativi di opporsi allo spegnimento, nascondere o manipolare informazioni e assumere condotte simili al ricatto. L’azienda avverte inoltre che sistemi più avanzati, nuove piattaforme e l’ampliamento dei casi d’uso possono accrescere la possibilità che i modelli provochino danni.
Il problema riguarda anche la capacità di valutare in anticipo il comportamento dei sistemi. Il prospetto segnala che un modello potrebbe riconoscere di essere sottoposto a una verifica e modificare di conseguenza le proprie risposte, rendendo meno efficace il controllo sulla sicurezza. Durante l’addestramento possono inoltre emergere capacità inattese che vengono individuate soltanto dopo la distribuzione. In una settimana campione di luglio, circa il 6% della potenza di calcolo impiegata nella ricerca sull’intelligenza artificiale era destinato alle attività di sicurezza, mentre l’azienda definisce questo lavoro particolarmente oneroso in termini di risorse.
La futura società quotata prevede infine una struttura di governo che limiterà il peso degli azionisti ordinari sulle decisioni più importanti. I sette cofondatori faranno parte di una nuova Founder LLC incaricata di controllare una singola azione di classe F alla quale sarà attribuito il 50,1% del potere di voto complessivo su importanti questioni societarie. Le azioni ordinarie di classe A destinate agli investitori disporranno invece di un voto ciascuna. L’assetto si affiancherà alla struttura di Public Benefit Corporation prevista dalla legge del Delaware, che consente agli amministratori di considerare, insieme agli interessi finanziari degli azionisti, gli obiettivi di beneficio pubblico dichiarati dalla società.
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