Incendiata la passerella del parco di Punta del Serrone: indaga la polizia
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Redazione Interno
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Una brutta sorpresa, che nulla aveva a che fare con la quiete delle festività, ha atteso i brindisini la mattina del 26 dicembre. Il parco naturale di Punta del Serrone, uno dei luoghi più caratteristici della città adriatica con le sue scogliere modellate dal vento e ventitré ettari di macchia mediterranea, si è presentato infatti con una ferita aperta: completamente distrutta dalle fiamme, risultava la passerella che serpeggiava lungo la costa sud dell’area protetta. L’incendio, divampato nella notte tra Natale e Santo Stefano, ha ridotto in cenere circa cinquanta metri di quella staccionata realizzata con materiale plastico riciclato, un’infrastruttura leggera che permetteva ai visitatori di godere del panorama senza calpestare la vegetazione autoctona.
L'intervento dei vigili del fuoco per limitare i danni
L’allarme, scattato intorno alle ventidue, ha portato sul posto una squadra dei vigili del fuoco, la quale, intervenendo con prontezza poco prima della mezzanotte, è riuscita a circoscrivere il rogo e a spegnere le fiamme, impedendo che il danno si estendesse oltre quel tratto già compromesso. Le operazioni di messa in sicurezza della zona, considerata la natura del materiale combusto e la vicinanza di essenze vegetali pregiate, sono state tanto decisive quanto complesse, poiché il fuoco, alimentato probabilmente dalla plastica, rischiava di propagarsi con facilità. Nonostante l’intervento tempestivo, il panorama offerto oggi dal parco è desolante, con quella che era una comoda percorrenza trasformata in un ammasso annerito e contorto, un’immagine che stride profondamente con la bellezza naturale del contesto circostante.
Le indagini aperte sull'ipotesi dolosa
A rendere più amaro l’episodio, oltre alla tempistica scelta, contribuisce l’ipotesi investigativa su cui stanno lavorando gli agenti di polizia, i quali non escludono affatto la pista del dolo. La dinamica e il momento in cui le fiamme si sono sviluppate – una serata di festa in cui la zona era presumibilmente deserta – alimentano il sospetto di un gesto volontario, di un atto vandalico che va ben oltre la semplice trascuratezza. Gli investigatori, peraltro, si muovono in un’area già segnata da un certo degrado, dove immobili un tempo in uso alle forze militari attendono da anni un restauro e una destinazione d’uso che non arriva mai, un dettaglio che dipinge un quadro di generale abbandono sul quale episodi del genere finiscono per innestarsi con maggiore facilità.
Un danno ambientale e sociale per la città
La distruzione della passerella rappresenta una perdita significativa per Brindisi, non solo sul piano paesaggistico e della fruizione pubblica, ma anche su quello simbolico, trattandosi di un’opera costruita con materiale da riciclo e quindi portatrice di un messaggio di sostenibilità oggi violato. L’amministrazione locale, come spesso accade in simili circostanze, si trova ora a dover affrontare la questione della ricostruzione, un percorso che richiederà tempo e risorse in un contesto di beni pubblici già fragili. L’episodio, per quanto circoscritto, lascia così un segno profondo, ricordando come la tutela del patrimonio collettivo, specialmente quello ambientale, passi anche attraverso una vigilanza costante contro gesti di inciviltà che, in pochi minuti, possono cancellare quanto faticosamente realizzato.




