Fincantieri Ancona, operaio morto nell'incendio: sciopero e indagini

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una fiammata improvvisa, nella notte tra martedì e mercoledì, ha spezzato la vita di un operaio e devastato quella del suo collega all'interno dello stabilimento Fincantieri di Ancona. L'incidente è avvenuto intorno alle 22.15 nel blocco denominato quinta marcia, dove era in costruzione un traghetto di lusso per la Four Seasons. Le vittime sono Sofiane Boutraa, 55 anni, di origine tunisina, e Kabir Mohidul, 27 anni, bengalese, entrambi dipendenti della Global Naval, ditta appaltatrice con sede in Puglia specializzata in carpenteria e meccanica navale.

Boutraa, carpentiere esperto che lavorava nel cantiere dorico dal 2015, è deceduto poco dopo l'arrivo al pronto soccorso di Torrette: il suo corpo era carbonizzato. Mohidul, che si trovava poco distante per prestargli supporto, ha riportato ustioni di secondo e terzo grado sull'80 per cento del corpo ed è stato trasferito in elicottero al centro grandi ustionati dell'ospedale di Pisa, dove è ricoverato in condizioni gravissime con prognosi riservata.

La dinamica e le ipotesi al vaglio degli inquirenti

Secondo le prime ricostruzioni, la fiammata sarebbe stata innescata da una fuga di gas acetilene all'interno dell'angusto doppiofondo della nave. L'ipotesi prevalente è che una perdita dalla tubatura di gomma che alimenta i cannelli da taglio, oppure un rubinetto rimasto accidentalmente aperto, abbia saturato l'ambiente di gas; una scintilla, forse prodotta durante le operazioni di molatura o taglio del ferro, ha poi fatto divampare il rogo. Non si sarebbe verificata una vera esplosione, ma un incendio violentissimo che non ha lasciato scampo a chi si trovava in quello spazio ristretto.

La Procura di Ancona ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, lesioni colpose e violazione delle norme antinfortunistiche, al momento contro ignoti. La salma della vittima e l'intero blocco interessato dall'incidente sono stati posti sotto sequestro, mentre la costruzione del traghetto è sospesa. I rilievi sono condotti dalla polizia, dai vigili del fuoco e dall'Ispettorato del lavoro.

Lo sciopero immediato e le richieste dei sindacati

La reazione dei lavoratori è stata immediata. Fiom, Fim e Uilm hanno proclamato otto ore di sciopero per ognuno dei tre turni, estese anche alle ditte di appalto, paralizzando di fatto l'intera giornata di mercoledì. Lo stabilimento è rimasto chiuso, avvolto in un silenzio rotto solo dal suono della sirena. «Basta morire lavorando», hanno scritto le segreterie provinciali e le Rsu nel comunicato che annunciava l'agitazione. «Non è più accettabile che nel nostro Paese gli infortuni mortali continuino a verificarsi senza che nulla cambi».

I sindacati hanno chiesto di rivedere il modello organizzativo basato su appalti e subappalti, sostenendo che è proprio in quelle aziende che si concentrano gli infortuni. La mobilitazione non si è limitata ad Ancona: la protesta è stata estesa a tutti i cantieri italiani, con due ore di stop al termine di ogni turno anche a Monfalcone per il primo ottobre.

Il nodo dei subappalti e i numeri del cantiere

Il tema della sicurezza nella filiera degli appalti è tornato al centro del dibattito. Nel cantiere di Ancona, a fronte di circa 800 dipendenti diretti di Fincantieri, operano stabilmente tra i 3.500 e i 4.000 lavoratori delle ditte esterne, in larga parte di origine straniera, con punte che superano le quattromila unità nei momenti di maggiore attività.

Sara Galassi, segretaria Fiom Cgil di Ancona, ha sottolineato come questa frammentazione renda difficile il controllo delle condizioni di sicurezza e ha chiesto che una parte dei lavoratori delle ditte venga riassorbita direttamente dal gruppo cantieristico. Vincenzo Gentilucci, coordinatore regionale Uilm, ha osservato che le aziende parlano di sicurezza come bene comune ma poi la trattano come un costo.

Il segretario nazionale della Cgil, Maurizio Landini, ha definito quello in corso una «strage» e ha attaccato il modello d'impresa basato sulla catena dei subappalti, sostenendo che considera i lavoratori intercambiabili.

Il ricordo della vittima e il cordoglio

Sofiane Boutraa viveva ad Ancona da anni, nel quartiere Piano, e si recava al lavoro in bicicletta. Padre di tre figli, seguiva con orgoglio il percorso universitario dei ragazzi, uno dei quali aveva lavorato al suo fianco in cantiere prima di ripartire per la Tunisia per laurearsi. Chi lo conosceva lo ricorda come una persona educata e sensibile, tanto da guadagnarsi il soprannome affettuoso di «dottore» per i suoi consigli sui rimedi naturali. Un collega tunisino, Ftaiti Choukri, lo aveva incontrato alla macchinetta del caffè poco prima della tragedia: «Era tranquillo. Era un operaio molto esperto che lavorava qui da tantissimi anni». Fincantieri ha espresso cordoglio per la scomparsa del lavoratore e vicinanza alla sua famiglia, assicurando piena collaborazione agli accertamenti in corso. La salma, una volta ricomposta, sarà trasferita in Tunisia, dove i familiari disporranno le esequie.

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