Caduto da venti metri nel cantiere di Monfalcone, non c’è stato nulla da fare per il giovane Tommaso Andreuzza
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Redazione Interno
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L’incubo si è materializzato martedì mattina, intorno alle nove e mezza, all’interno dello stabilimento Fincantieri di Monfalcone, in provincia di Gorizia, quando un volo nel vuoto di venti metri ha spezzato la vita di Tommaso Andreuzza, operaio triestino di ventisette anni -2. Il giovane, dipendente della ditta Inquota di Trieste, una realtà specializzata in lavori edili in quota e su funi, stava effettuando un intervento di manutenzione straordinaria sulla copertura di un capannone situato in un'area dello stabilimento denominata Salderia B -2. Un'attività, quella sulla lamiera, resasi necessaria, secondo una prima ricostruzione, per riparare i danni provocati da una intensa grandinata che aveva colpito la zona lo scorso autunno -2. L'impatto al suolo, nonostante l'immediata attivazione dei soccorsi da parte della Sores Fvg con l'invio di un'eliambulanza e dei sanitari a terra, non ha lasciato scampo al lavoratore, deceduto sul colpo per i politraumi riportati nella caduta -1.
Il vuoto normativo negli appalti e la reazione immediata del sindacato
Nelle ore successive alla tragedia, la dinamica dell'incidente è al vaglio degli ispettori dell'Azienda sanitaria e dei carabinieri, coadiuvati dai vigili del fuoco, mentre l'area interessata è stata posta sotto sequestro dalla magistratura di Gorizia per consentire i rilievi del caso -1. Oltre all'accertamento tecnico delle cause, il clima nel cantiere è incandescente: le rappresentanze sindacali di Fiom, Fim e Uilm hanno proclamato uno sciopero generale di otto ore, con i lavoratori che hanno progressivamente abbandonato le postazioni in segno di lutto e protesta -2. Una mobilitazione che non si è fermata al solo sito isontino, ma si è estesa a tutti gli stabilimenti del gruppo Fincantieri sparsi sul territorio nazionale, dove sono state indette due ore di sciopero e assemblee per discutere l'ennesima morte bianca che colpisce il settore -8-10.
Il cordoglio istituzionale e la questione della sicurezza nei subappalti
Sul fronte istituzionale, il governatore del Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga e l'assessore al Lavoro Alessia Rosolen hanno espresso il proprio cordoglio, sottolineando la necessità di condizioni di sicurezza sempre più stringenti -5. In una nota ufficiale, Fincantieri ha dichiarato di stringersi attorno alla famiglia e ai colleghi della vittima, specificando di star collaborando pienamente con le autorità per chiarire l'esatta dinamica dei fatti -2-4. Il sindaco di Monfalcone, Luca Fasan, ha ricordato come quello del 25 febbraio non sia il primo grave infortunio a verificarsi all'interno dello stabilimento, lanciando un monito sulla priorità assoluta da attribuire al rispetto delle regole e alla tutela della sicurezza -2.
Il ritratto di un giovane professionista e le lacune del sistema
Proprio attorno al nodo della sicurezza, e in particolare al complesso mondo degli appalti e subappalti, si concentra la denuncia della Fillea Cgil del Friuli-Venezia Giulia. La segretaria generale Elisabetta Faidutti ha evidenziato come la maggior parte degli infortuni mortali si verifichi tra i dipendenti di ditte esterne, laddove le condizioni di lavoro risultano spesso difficili da monitorare e sovraintendere efficacemente dagli organismi deputati al controllo -3. Tommaso Andreuzza, per i colleghi e i titolari della Inquota, non era un operaio qualsiasi: sui social network dell'azienda viene ricordato come un amico, un socio, una persona che amava il proprio lavoro e che, con determinazione, si dedicava alla formazione continua dei propri colleghi, trasmettendo loro la passione per un mestiere che, suo malgrado, si conferma tra i più pericolosi -2.




