Monfalcone, cade da venti metri: muore operaio di 27 anni alla Fincantieri

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Si chiamava Tommaso Andreuzza, aveva ventisette anni ed era residente a Trieste, il giovane operaio che ha perso la vita questa mattina all’interno dello stabilimento Fincantieri di Monfalcone, in provincia di Gorizia. L’incidente, che ha immediatamente riacceso il dibattito sulle condizioni di sicurezza nei grandi cantieri navali e, più in generale, in quelli che riguardano l’indotto degli appalti, è avvenuto poco dopo le nove, quando il giovane, dipendente di una ditta esterna specializzata in lavori in quota, la Inquota, stava effettuando alcuni interventi di manutenzione sulla copertura di una salderia. Una violenta grandinata, quella dello scorso novembre, aveva danneggiato la struttura e, nel tentativo di ripararla, Andreuzza – che per la sua azienda ricopriva il ruolo di capo cantiere – è precipitato da un’altezza che le prime stime dei rilievi effettuati dai vigili del fuoco e dagli ispettori dell’Azienda sanitaria quantificano in circa venti metri, finendo rovinosamente su alcuni rulli posti al di sotto del tetto della cosiddetta linea pannelli, a fianco della Salderia B.

L’allarme, come ricostruito dai colleghi presenti in quel momento nell’area dello stabilimento di Panzano, è stato immediato e tempestivo, ma i sanitari del 118, giunti sul posto con un’ambulanza e l’elicottero del soccorso regionale, non hanno potuto fare altro che constatare la gravità della situazione. I politraumi riportati dal ventisettenne nell’impatto, nonostante i lunghi e disperati tentativi di rianimazione, si sono rivelati purtroppo fatali, lasciando senza parole i compagni di lavoro e gettando nello sconforto l’intera comunità operaia del cantiere, che si è stretta attorno al ricordo di un giovane descritto da chi lo conosceva come preparato e professionalmente competente nonostante l’età.

La mobilitazione immediata dei sindacati e le prime reazioni

Appresa la notizia del decesso, le segreterie territoriali di Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato un fermo immediato delle attività all’interno del sito monfalconese, con i lavoratori che hanno cominciato ad abbandonare le proprie postazioni in segno di lutto e di protesta. Una mobilitazione, quella decisa dalle rappresentanze sindacali, che non è rimasta circoscritta al solo stabilimento del goriziano, ma che è stata estesa simbolicamente anche agli altri cantieri del gruppo e, in particolare, a tutte quelle aziende in appalto che operano quotidianamente all’interno delle aree produttive, sottolineando la necessità di una riflessione che coinvolga l’intera filiera. In una nota congiunta diffusa nelle prime ore del pomeriggio, i sindacati, pur esprimendo il proprio cordoglio e la vicinanza alla famiglia del ventisettenne, hanno parlato senza mezzi termini di “una morte che certamente ha dei responsabili e delle responsabilità”, aggiungendo come non sia più tollerabile assistere a una strage quotidiana nei luoghi di lavoro, e chiedendo a gran voce investimenti concreti in materia di formazione e sicurezza, troppo spesso considerata dalle aziende, e in particolare da quelle degli appalti, esclusivamente come un costo e non come un valore imprescindibile.

L’intervento della Procura e il cordoglio dell’azienda

Sull’accaduto, come prassi in questi casi, sono state aperte un’inchiesta e le relative indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Gorizia, il cui magistrato di turno è atteso nelle prossime ore per un sopralluogo e per formalizzare il sequestro dell’area, al fine di consentire ai carabinieri e agli ispettori dello Spisal (il Servizio Prevenzione Igiene e Sicurezza nei luoghi di lavoro) di effettuare tutti i rilievi del caso. L’obiettivo degli inquirenti, che potranno contare anche sulla consulenza dei vigili del fuoco del distaccamento locale, è quello di ricostruire con esattezza la dinamica della caduta, verificando se siano state rispettate tutte le procedure di sicurezza previste per lavori in quota come quello a cui stava attendendo la vittima, e se i dispositivi di protezione individuali e collettivi fossero presenti e adeguatamente funzionanti. Fincantieri, attraverso una nota ufficiale, ha espresso “il più profondo cordoglio per la tragica scomparsa del lavoratore”, assicurando piena collaborazione con le autorità competenti per fare luce sull’accaduto, e specificando che, da quanto emerge dalle primissime ricostruzioni, l’incidente è avvenuto mentre il dipendente della ditta esterna stava eseguendo le riparazioni rese necessarie dal maltempo autunnale.

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